Dopo il terremoto provocato alle comunali del 24 maggio, il movimento degli “indignados” spagnoli Podemos, da poche ore, è al governo di quattro delle cinque più grandi città della Spagna: Madrid, Barcellona, Valencia, con il movimento anticorruzione Comrpomis, e Saragozza.
Ma tutti gli occhi sono puntati sulle prime due, le più importanti politicamente ed economicamente del Paese, oggi città – simbolo della nuova Spagna che guarda a sinistra. Una svolta attuata non dai partiti tradizionali come il Psoe, ma da un movimento che ha saputo intercettare il dissenso generato dalle politiche di austerity del Governo conservatore di Mariano Rajoy. A guidare il trionfo di Podemos a Madrid e Barcellona, sono state due donne, nuovi sindaci delle due città: l’ex giudice Manuela Carmena e l’icona del movimento indignado anti-sfratti Ada Colau.

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Ex giudice eletta con la piattaforma di sinistra Ahora Madrid di cui fa parte anche Podemos, Manuela Carmena è il nuovo sindaco della capitale spagnola. La nomina è stata resa possibile grazie all’accordo raggiunto tra Ahora Madrid e il partito socialista (Psoe), che ha votato a favore di Carmena, ma non entrerà nella sua giunta. Con lei, Madrid ha un sindaco di sinistra, dopo 24 anni di governi conservatori. Tra i punti principali del suo programma c’è il freno agli sfratti, diventati un’emergenza sociale in Spagna, a causa delle politiche di austerity del governo conservatore di Rajoy.

adaGuiderà invece Barcellona, Ada Colau, capolista di Barcelona en Comu, la piattaforma costituita attorno a Podemos. Ex-leader del movimento degli indignados contro gli sfratti, è la prima donna a capo della capitale catalana dopo 119 sindaci uomini.

Entrambe hanno annunciato che si taglieranno lo stipendio, faranno investimenti per decine di milioni di euro in politiche sociali per chi ha più sofferto per la crisi, bloccheranno la privatizzazione dei servizi urbani. E promettono tolleranza zero contro la corruzione.

Per Podemos ora l’obiettivo è quello di conquistare il governo del paese. Non sarà facile per il suo giovane leader Pablo Iglesias diventare il nuovo premier spagnolo, ma la sfida al Partito Popolare è ufficialmente aperta.