È morto ieri a 91 anni a Las Vegas. Jerry Lewis è stato un grande attore, regista ma soprattutto un’icona della comicità americana nel mondo. Era nato a Newark, in New Jersey, il 16 marzo 1926, da genitori immigrati russi di religione ebraica. Mentre lavorava come maschera in una sala cinematografica e teatrale di New York iniziò a farsi notare improvvisando sketch comici negli intervalli degli spettacoli e nel 1944, a 18 anni, fece la sua prima tournée teatrale. In quello stesso anno sposò Esther Calonico – nome reale della cantante Patty Palmer – e un anno dopo iniziò la collaborazione con Dean Martin. Nacque così il duo comico destinato ad entrare nella storia del cinema americano. Un sodalizio durato sedici anni, dal 1949 al 1956. “La mia amica Irma” e “Il nipote picchiatello” sono due dei titoli più amati della coppia.

Da regista Lewis fu anche il primo a usare il video assist, una tecnologia che permetteva di mostrare su uno schermo visibile dal regista quello che l’operatore vedeva nella cinepresa. La prestigiosa rivista francese Cahiers du cinéma lo esaltò definendolo “il regista totale”, capace di dare dignità registica e spessore qualitativo a un film comico. Lewis insegnò anche cinema alla University of Southern California. Il critico cinematografico francese Jean-Luc Godard scrisse che Lewis era l’unico regista statunitense che cercava «di sperimentare qualcosa di nuovo e originale nei propri film» e per lui era «molto meglio di Chaplin e Keaton».

Negli ultimi anni i suoi problemi di salute – due infarti e un tumore alla prostata – si sono incrociati con le polemiche di cui è stato protagonista per alcune sue affermazioni omofobe e sessite. Lewis ha sempre provato a scusarsi o giustificarsi, dicendo in molte occasioni di essere stato frainteso. Jerry Lewis non ha mai vinto un Oscar ma nel 1999 è stato premiato con un Leone d’oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia.