Ci mancavano solo gli adesivi di Anna Frank con la maglia della Roma che i tifosi della Lazio hanno lasciato in curva sud. Un altro, l’ennesimo episodio di quell’antisemitismo da stadio che purtroppo non è una novità. La vicinanza di una parte delle curve alle posizioni dell’ultradestra è cosa nota. Ma quell’immagine che rievoca lo sterminio nazista, usata per insultare gli avversari è davvero troppo. “La Lazio ha sempre messo in campo azioni ed iniziative contro ogni forma di razzismo perciò ci dissociamo da tutto questo”. Così Claudio Lotito ha commentato le polemiche e assieme ad una delegazione del club si è recato martedì mattina alla Sinagoga di Roma per rendere omaggio alla comunità ebraica. Per poi inciampare nel clamoroso fuori onda: “annamo a fa sta sceneggiata”.
Intanto ci sarebbero già i primi riconoscimenti. Dalla visione delle immagini delle telecamere e dal lavoro della Digos, del commissariato Prati e della polizia scientifica sono stati effettuati i primi riconoscimenti dei responsabili. E il Codacons chiede la chiusura totale della curva Nord dell’Olimpico per un periodo non inferiore ai 3 anni, come segnale di forza delle istituzioni.

Non solo Lazio. Da Roma a Torino, i cori della vergogna

La serie A ha reso omaggio alla memoria di Anna Frank, con letture tratte dal suo Diario prima del fischio di inizio in tutti gli stadi. Ma a Roma gli ultras della curva sud hanno coperto la lettura con i cori giallorossi e a Torino con l’inno di Mameli. La lettura non è stata accolta solo dai cori della vergogna, ma anche da molti applausi da parte di tutti gli altri.

Durante la partita Bologna-Lazio, i giocatori sono scesi in campo con la maglia commemorativa di Anna Frank, con la scritta: “No all’antisemitismo”. Ma gli ultras laziali del gruppo “Gli irriducibili” hanno rinunciato alla trasferta. E fuori dallo stadio, alcuni tifosi bianco-celesti hanno intonato cori fascisti.

Gli ultras della curva sud dell’Ascoli, invece, sono entrati nel settore dopo il minuto di riflessione deciso dalla Lega Calcio per “non essere complici di un teatrino mediatico e istituzionale – hanno scritto –  che dimentica i terremotati e i nostri anziani ma è invece sempre prontissimo a indignarsi e a strumentalizzare una decina di adesivi”. 

Foto tratta da L’Espresso on line.

Anna Frank e il suo diario, simbolo dell’orrore

Quel volto è nella memoria di tutti noi che abbiamo letto il suo Diario. Anna Frank ha raccontato la vita e i sogni di una ragazza, poi deportata nei campi di sterminio e uccisa con tutta la sua famiglia. Il suo Diario è diventato il simbolo di una delle pagine più infami della storia. Ecco perché Anna Frank siamo tutti noi.

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