Il Tar ha dato ragione a Beppino Englaro. La terza sezione del Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia, con presidente Alberto Di Mario, Antonio De Vita e Valentina Santina Mameli, ha condannato la Regione a un risarcimento di quasi 150 mila euro, nei confronti di Beppino, papà di Eluana, e suo tutore. L’ostruzionismo dell’ex governatore Roberto Formigoni è stato bocciato su tutti i fronti.
Eluana è stata in stato vegetativo per 17 anni e prima del suo incidente aveva espresso la volontà di rifiutare le cure inutili, considerandole un accanimento medico da evitare. La battaglia del padre Beppino e e della madre Saturna, recentemente deceduta, è stata accompagnata un lungo accanimento politico da parte dei cattolici più conservatori e dalle destre che hanno accusato il padre e tutore della ragazza perfino di omicidio. In realtà Eluana venne caricata su un’ambulanza e portata a Udine, dove morì. L’autopsia ha accertato il danno cerebrale devastante e nessuna possibilità di interagire con il mondo esterno.

ELUANA: PAPA', INTERRUZIONE TRATTAMENTI E RISERVATEZZA

La sentenza del Tar non lascia spazio ad interpretazioni e ha stabilito che, essendo morta Eluana, il padre Beppino ha diritto a essere risarcito dei danni materiali e morali. Perché, “a fronte di un decreto della Corte d’Appello di Milano contenente l’ordine di eseguire la prestazione richiesta”, ossia di sospendere le cure inutili e non accettate, “la Regione si è rifiutata deliberatamente e scientemente di darvi seguito, ponendo in essere un comportamento di natura certamente dolosa”. Per i giudici: “Non è possibile che lo Stato ammetta che alcuni suoi organi ed enti, qual è la Regione Lombardia, ignorino le sua leggi e l’autorità dei tribunali, dopo che siano esauriti tutti i rimedi previsti dall’ordinamento, in quanto questo comporta una rottura dell’ordinamento costituzionale non altrimenti sanabile. Né, a tal fine, si possono invocare motivi di coscienza, in quanto, come evidenziato dalla pronuncia del Consiglio di Stato (punto 55.6), ‘a chi avanza motivi di coscienza si può e si deve obiettare che solo gli individui hanno una ‘coscienza’, mentre la ‘coscienza’ delle istituzioni è costituita dalle leggi che le regolano“.

La sentenza rappresenta una vittoria per Beppino – e della moglie moglie Saturna, che non c’è più. Ed è una vittoria che può essere definita storica perché è anche dei tanti che si battono da anni affinché, anche in Italia, sia legalizzata la dolce morte – o eutanasia.

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