Sono scesi in piazza per ballare, ma soprattutto per protestare contro l’estrema destra che anche in Germania, come in tutta Europa, cresce. Il corteo di domenica 27 maggio è stato promosso e organizzato dal movimento Reclaim club culture against Nazis e hanno aderito in tantissime realtà, dalle più amate e conosciute dai turisti del clubbing a quelle più underground e indipendenti. Nella stessa giornata era previsto l’altro corteo, quello dei movimenti neo fascisti Pegida, acronimo che sta per Patrioti Europei contro l’Islamizzazione dell’Occidente, e dal partito dell’AfD, Alternativ für Deutschland.

Credits foto: Reclaim Club Culture.

In prima linea era anche la Clubcommission Berlin, l’organismo più “ufficiale” che cura la dialettica tra la scena dei club e le istituzioni, in una città che ha deciso di investire in musica e cultura e in cui la club culture ha portato 12,6 milioni di turisti (solo nel 2016).

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Nel manifesto di Reclaim club culture against Nazis – che ha portato in strada oltre 70 mila persone – si legge:

“La club culture di Berlino è l’esatto contrario di quello che è l’estrema destra. Ed è esattamente quello che lei odia. Noi siamo progressisti, anti-omofobi, femministi, antirazzisti, inclusivi colorati e portiamo unicorni. Sui nostri dancefloor, persone di diversi background, desideri, identità e gusti si uniscono. All’opposto, l’AfD e Pegida portano avanti una visione della società repressiva, omofoba, antifemminista e razzista. I loro obiettivi sono l’affiliazione per etnie, la ricostituzione di stati omogenei dal punto di vista etnico e la stigmatizzazione di tutto ciò a cui loro non vogliono appartenere. […] Noi non possimo accettare una cosa del genere. Il nostro party manderà all’aria il loro corteo. Invitiamo la scena del clubbing del berlinese a questo grande afterhour – spazziamo via la marcia dell’AfD”.

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