Cinquecento anni fa, precisamente nel maggio del 1520, Segovia era teatro delle prime insurrezioni popolari. Venivano chiamate Rebelión Comunera: tutta la Castiglia assisteva all’esecuzione – per mano del popolo – degli esattori reali e, poi, di Rodrigo de Tordesillas, accusato di tradimento per aver appoggiato Carlo I rispetto agli interessi della città. E’ stata una delle prime rivolte in Europa e a quei moti, oggi, lo street artist Gonzalo Borondo rende omaggio attraverso una grande opera diffusa: 5 capitoli si sviluppano in 32 opere distribuite in 17 luoghi per raccontare le gesta dei Comuneros di Segovia. Il formato scelto dall’artista è un percorso che include gli spazi pubblicitari lontani dal centro turistico della città.

Borondo rende omaggio anche all’intenzione divulgativa di Goya nella sua serie di incisioni “Los caprichos” e “Los desastres”, attraverso la tecnica del monotipo, utilizzata per l’intero progetto: l’artista applica diverse tecniche plastiche che condensano o espandono il contenuto delle opere oltre il supporto stesso, come sculture in ferro e pannelli microforati che invadono lo spazio oltre le cornici dei billboard.

Borondo, che ha sviluppato gran parte del suo percorso professionale in Italia, conta sul supporto organizzativo di STUDIO STUDIO STUDIO, un progetto interdisciplinare fondato da Edoardo Tresoldi per creare e supportare progetti artistici contemporanei. INSURRECTA è realizzato insieme al Comune di Segovia, in collaborazione con Acción Cultural Española (AC/E), ed è visitabile dal 29 giugno 2020 al 23 aprile 2021.