Da almeno 72 ore la viceministro dell’Economia Laura Castelli del M5S, è bersaglio di insulti sessisti e minacce sul web. “Puttana”, “Sparati”, “Lurida zecca” e via dicendo.
“Un attacco, senza precedenti – si è difesa su facebook Laura Castelli – alimentato da una campagna di disinformazione montata ad arte da quella parte di opposizione che racconta di voler collaborare, ma preferisce falsificare le mie parole, piuttosto che favorire un dibattito positivo di confronto economico e politico su un tema estremamente importante come quello del sostegno alle imprese che si vogliono innovare, cosa di cui ho realmente parlato”.



Ma cosa ha detto
Laura Castelli per aver alimentato il solito odio della rete? Ospite della trasmissione Post del Tg2, la viceministro ha affermato quanto segue:

«Questa crisi ha spostato la domanda e l’offerta. Le persone hanno cambiato il modo di vivere e bisogna tenerne conto. Bisogna aiutare le imprese e gli imprenditori creativi a muoversi sui nuovi business che sono nati in questo periodo, perché ce lo possiamo dire che sono cambiati. Sono processi di lungo periodo, certo, ma se una persona decide di non andare più a sedersi al ristorante bisogna aiutare l’imprenditore a fare magari un’altra attività e a non perdere l’occupazione, e va sostenuto anche nella sua creatività: magari ha visto che c’è un nuovo business che può affrontare. Io credo che negare il fatto che questa crisi abbia cambiato la domanda e l’offerta di questo paese, ma proprio in termini macro economici, sia un errore. Vanno aiutate le imprese. Sposteremo alcune scadenze come quella di settembre…».

Pochi minuti dopo la trasmissione, le agenzie di stampa e i titoli dei giornali hanno sintetizzato le parole della Castelli in: “I ristoratori cambino mestiere!”. Eppure, le parole dell’esponente 5Stelle sono piuttosto chiare: la crisi sta cambiando radicalmente il mercato e il governo vuole aiutare le imprese, in questo caso di ristorazione, ripensando il modello di business. Che sia il delivery piuttosto che nuovi investimenti che rispondano allo svuotamento dei centri delle città, dovuto non solo al Covid ma soprattutto allo smart working. E purtroppo non c’è nulla di più vero: è necessario aiutare le imprese e gli imprenditori creativi a muoversi sui nuovi mercati che sono nati in questa fase di profondi mutamenti economici e sociali.
L’interpretazione palesemente errata delle parole di Laura Castelli ha prodotto un fiume di reazioni negative, probabilmente alimentate dal fatto che a pronunciarle sia stata una donna, perdipiù vice di un ministero storicamente “maschile”.
Visioni miopi e disoneste: un’offesa per la persona, per le donne e per i tanti ristoratori in crisi che aspettano risposte e non polemiche sterili dei soliti e inutili odiatori di professione.