I numeri non lasciano dubbi. Rinunciare alla plastica, adottando uno stile di vita più sostenibile, è un’esigenza, una scelta necessaria per salvare la Terra e il clima. Ogni anno vengono prodotte 330 milioni di tonnellate di plastica e di queste 12,7 milioni finiscono negli oceani. La Ellen MacArthur Foundation ha stimato che nel 2050 nel mare ci sarà più plastica che pesci. Ogni anno nel mondo si usano 500 miliardi di buste di plastica. Coca Cola produce annualmente 120 miliardi di bottiglie e l’Italia è il primo paese in Europa per consumo di acqua minerale. Il 90% degli uccelli marini ha plastica nello stomaco e una felpa di pile rilascia fino a 250mila microfibre che possono risalire la catena alimentare. Quanto all’Italia, dei 22 milioni di tonnellate di plastica prodotte, solo il 31% è riciclato.

Il MAAS di Lisbona
5 azioni per eliminare il polimero

Il libro Vivere senza plastica di Will Mc Callum, responsabile di Oceans Greenpeace, ha stilato 5 mosse utili ad eliminare il polimero.

1 Fare acquisti plastic free, comprando oggetti da portare con sé: una borraccia, una tazza termica da caffè, una borsa per fare la spesa e qualche contenitore per alimenti.

2 Sbarazzarsi della plastica in casa, come cannucce e posate monouso. Controllare che tra gli ingredienti non vi siano microsfere.

3 Dare consigli utili a tutti coloro i quali sono intorno a noi e diffondere il messaggio plastic free spiegando che liberarsi della plastica è più facile di quanto si creda.

4 Individuare i negozi che usano meno plastica e adottano politiche più sostenibili. Evitare i fast food, portando il cibo da casa.

5 Avviare una propria campagna per un mondo senza plastica. Suggerire ai proprietari dei negozi come ridurne l’uso e proporre agli amici di unirsi nell’invitare i negozianti a cambiare abitudini.

Ridurre l’impatto

Come ridurre l’impatto lo racconta il libro Rifiuti Zero (Baldini + Castoldi) scritto da Rossano Ercolini. Tra i passi per la rivoluzione ecologica, ci sono la raccolta differenziata porta a porta, il compostaggio che trasforma in fertilizzante l’umido, il riciclo dei materiali alla seconda vita di oggetti ed elettrodomestici, ma anche le politiche che rendono compostabili gli imballaggi o bollette che premiano i consumatori virtuosi.

Anche l’arte può contribuire a sensibilizzare sul tema della sostenibilità. Artisti, fotografi e musei raccontano la plastica e la nostra dipendenza dal polimero.

In una Shanghai iperrealista, piccoli lavoratori trasportano sulle loro biciclette striminzite quintali di oggetti di plastica, come totem, simbolo di una società della sovrabbondanza. I “bicycle carriers” sono i protagonisti degli scatti del celebre fotografo e artista Alain Delorme.

Foto: Alain Delorme