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Le elezioni regionali che si sono svolte domenica in Emilia Romagna e in Calabria sono la prima grande sconfitta di Matteo Salvini. L’ex ministro dell’Interno aveva scommesso tutto sull’Emilia Romagna, trasformando il voto regionale in un referendum sul Governo Conte, ma la sua spallata è fallita. Il centro sinistra di Stefano Bonaccini con il 51,4% ha sconfitto la leghista Lucia Borgonzoni alla guida della coalizione del centro destra ferma al 43,6%. Un risultato nettamente superiore ai sondaggi e alle aspettative. Guardando al voto locale, la sconfitta di Salvini è clamorosa nelle zone “rosse”, come Bologna – dove Bonaccini travolge Borgonzoni con 59,7% a 35% e il Pd doppia la Lega con 40% a 24% – ma anche nelle province di Reggio Emilia, Modena, Ravenna e Forlì – Cesena. La candidata leghista invece vince nelle province di Rimini, Ferrara, Parma e soprattutto di Piacenza (dove Lucia Borgonzoni sfiora il 60%). A Bibbiano, il comune diventato suo malgrado simbolo dell’inchiesta sugli affidi e della battaglia del Carroccio contro la sinistra, il governatore uscente ha preso il 56% col Pd al 40%. Staccata Lucia Borgonzoni, ferma al 37% con la Lega al 29%.
L’affluenza è stata altissima con il 67,7% (30 punti in più della consultazione precedente).

In Calabria invece la berlusconiana Jole Santelli ha trionfato con oltre 20 punti sopra l’avversario del centro sinistra Pippo Callipo. La partita si è chiusa 55,3% a 30,1% e l’affluenza si è fermata al 43%.

Il voto ai partiti

La Lega perde la scommessa in Emilia Romagna e non è più il primo partito della regione: si ferma al 32% (alle Europee aveva raccolto il 33,7%). In Calabria dimezza quasi i voti passando dal 22% delle Europee al 12,2%.

Il Partito Democratico vince in Emilia Romagna e torna ad essere primo partito con il 34,7%, ma perde la Calabria pur diventando la lista più votata con il 15,2%.

Il Movimento 5 Stelle segna un vero tracollo: una sconfitta attesa, ma forse non così tanto. In Emilia Romagna passa dal 12,8% delle Europee al 4,7% e il suo candidato si ferma al 3,5%: oltre 20mila elettori pentastellati hanno optato per il voto disgiunto, premiando il democratico Bonaccini. In Calabria, crolla dal 26,69% delle Europee al 6,3%, mentre il suo candidato arriva al 7,3%.

Fratelli d’Italia cresce in entrambe le regioni e Forza Italia vince in Calabria ma sprofonda al 2,6% in Emilia Romagna, dove era capolista Vittorio Sgarbi.