La Camera ha approvato il disegno di legge Codice Rosso che introduce misure di contrasto alla violenza sulle donne e contiene anche le norme sul revenge porn. I voti a favore sono stati 380, nessun contrario: gli astenuti sono stati 92 (Pd e Leu). Il testo passa ora al Senato.
Il provvedimento introduce una specie di corsia preferenziale per i reati di violenza domestica e di genere, velocizzandone l’azione penale, e aumenta le pene per maltrattamenti contro familiari o conviventi, sfregi al viso, stalking e violenza sessuale. Sono state approvate anche altre novità importanti, come la proposta della deputata azzurra Mara Carfagna per cui i matrimoni forzati diventano reato e l’emendamento della pentastellata Maria Edera Spadoni che estende da 6 a 12 mesi il periodo di tempo utile per denunciare una violenza sessuale.

COSA È IL REVENGE PORN.  È l’atto di chi diffonde immagini intime di una persona senza il suo consenso. È solitamente una forma di ricatto, “il prezzo” che molti uomini, attraverso il web o il telefono, fanno pagare alla propria ex compagna dopo la fine della relazione. Il caso più clamoroso è stato quello di Tiziana Cantone, la donna suicidatasi nel 2016 dopo la diffusione in rete delle proprie foto private.
La Camera ha votato all’unanimità l’introduzione del reato di Revenge porn: con le nuove norme è previsto il carcere sino a sei anni e maximulte di 15mila euro.

NO ALLA CASTRAZIONE CHIMICA. La maggioranza si è divisa in Aula alla Camera sulla castrazione chimica. Dopo il ritiro dell’emendamento leghista proprio per evitare lo scontro con il M5s, Fratelli d’Italia ha presentato un ordine del giorno al ddl Codice Rosso per impegnare il governo ad introdurre la castrazione chimica in caso di condanna per reati sessuali. L’odg è stato bocciato: i voti a favore sono stati 126 (Fdi e Lega), 383 i contrari (M5S, Pd, Leu e Forza Italia), un astenuto.