Un paese di appena diecimila abitanti in provincia di Taranto, Lizzano, e una sindaca, Antonietta d’Oria, che ha difeso la protesta di un gruppo di militanti Lgbt+ contro i carabinieri. La sindaca ha bloccato l’intervento delle forze dell’ordine chiamate dal parroco che stava dicendo un “rosario per la famiglia” contro, tra le altre cose, il disegno di legge contro l’omotransfobia e la misoginia. Antonietta d’Oria ha difeso le ragioni del dissenso alla preghiera in corso. “Ho difeso i manifestanti come mamma, amare non è mai peccato”, ha detto la sindaca, che in poche ore è diventata un’eroina sui social dopo la pubblicazione di un post divenuto virale, che ha superato i 20mila like e le 6mila condivisioni.


Da Lizzano a Lecce, l’onda rainbow non si ferma. Anche nel capoluogo salentino le Sentinelle in Piedi hanno manifestato in Piazza Sant’Oronzo contro la legge contro l’omotransfobia e la misoginia con lo slogan #RestiamoLiberi, ma sul balcone del Comune era esposta la bandiera arcobaleno. Il Sindaco Carlo Salvemini ha infatti raccolto l’invito delle associazioni LGBT+ di Lecce (Arcigay Salento, LeA – Liberamente e Apertamente, Ra.Ne. – Rainbow Network, ACQUE – Associazione per la Cultura QUEer, AGEDO Lecce, I Sentinelli del Salento e Punto Lila Salento), che hanno chiesto una presa di posizione netta da parte del Comune in difesa di quei cittadini che sono, ancora oggi, vittime di violenze e discriminazioni per via del loro orientamento sessuale e identità di genere.

L’assessora alle pari opprtunità Silvia Miglietta, pubblicando una foto della bandiera, ha scritto: «Non manifestiamo contro qualcun* Manifestiamo per l’estensione dei diritti e delle tutele. Manifestiamo per sostenere il decreto Zan, che introduce il reato di omotransfobia per chi minaccia discrimina aggredisce gay e trans. Contrastiamo l’odio, perseguiamo le discriminazioni fondate sull’identità di genere e sull’orientamento sessuale, combattiamo sessismo e misoginia. La vita è bella perché è colorata».