Luigi di Maio e Matteo Salvini ostentano sicurezza e coesione. Il governo è unito e andrà avanti fino alla fine della legislatura, promettono. Eppure sono tanti i temi che dividono Lega e M5S e i malumori, soprattutto tra i parlamentari e l’elettorato pentastellato nei confronti del leader leghista, aumentano di giorno in giorno. L’elenco dei punti programmatici che separano nel merito delle riforme da attuare i due alleati di governo, è lungo. Tra tutti, emergono le nuove norme sul contrasto all’immigrazione irregolare (a molti grillini non piace il nuovo decreto sicurezza né il modo in cui è stato gestito il caso della nave Diciotti), il taglio delle pensioni d’oro, le grandi opere con in testa la Tav in Val di Susa e il progetto Tap in Salento, la (ri)nazionalizzazione delle autostrade, il decreto Pillon e i temi etici, il via libera alla legittima difesa «sempre presunta» in casa propria, l’allungamento della prescrizione dei reati.

In foto: il premier Giuseppe Conte.

Le posizioni tra Lega e 5 Stelle nei confronti di Orban e dei paesi del blocco Visegrad restano distanti. In Europa sono i migliori alleati di Salvini ma il M5s ha votato a favore delle sanzioni europee. Su flat tax e reddito di cittadinanza le cifre contenute nel Def non sono ancora del tutto chiare, così come non sono chiare le modalità con cui le misure saranno erogate e la platea dei destinatari: se la Lega ha dovuto cedere al tetto dei 65 mila euro per la flat tax, ancora non si sa chi beneficerà del reddito.

Ma non sono soltanto le divisioni tra i due alleati di governo a rendere bollente l’autunno del governo Conte. C’è una terza anima all’interno del governo “del cambiamento” ed è quella più vicina al Colle, rappresentata dal ministro dell’economia Tria che ha prima difeso il tetto dell’1,6%, per poi accettare le richieste sul deficit avanzate da Salvini e Di Maio.

- PUBBLICITÀ - 

L’ultima frizione sui conti all’interno del governo riguarda la “Pace fiscale”: rischia di rivelarsi un flop per le casse dello Stato, almeno per il primo anno la misura contenuta nel decreto, cavallo di battaglia della Lega. L’incasso della rottamazione ter, lo strumento con cui sarà possibile non pagare sanzioni e interessi su precedenti debiti con il fisco dal 2000 ad oggi, pagando solo l’importo originario, sarà azzerato nel 2019 dal calo di gettito previsto. Dunque molti potrebbero scegliere la via “economica” per saldare quanto dovuto, con un danno consistente per le casse pubbliche

C’è poi il caso Genova. Dopo gli applausi e i selfie ai funerali, il ministro per le infrastrutture Danilo Toninelli è stato contestato dagli sfollati in corteo che gli hanno urlato di “non raccontare bugie”. Nel giorno in cui lo spread ha chiuso a 303 punti e sono cresciute le vendite allo scoperto e la ‘scommessa’ al ribasso sull’Italia. Nonostante i sondaggi fotografino un consenso stabile e forte per l’esecutivo, è un autunno sempre più in salita quello del Governo Conte.

- PUBBLICITÀ -