L’azienda biotecnologica americana ha reso noti i dati di fase 3 di sperimentazione sull’uomo per il vaccino mRNA-1273 dal quale risulta un’efficacia che sfiora il 95% (94,5). Dopo quello dell’americana Pfizer e della tedesca BioNTech – che pochi giorni fa avevano dichiarato un successo del 90% – arriva dunque l’annuncio di un altro vaccino anti-Covid. Si conferma così quanto previsto da medici e virologi: la disponibilità di due vaccini per fermare la corsa del Covid entro l’anno. Entrambi i candidati sono usciti dunque dalle sperimentazioni sull’uomo con risultati molto migliori delle aspettative, considerando che la percentuale minima di efficacia richiesta era del 50%.

Il Vaccino Moderna
Moderna aveva completato lo scorso 22 ottobre l’arruolamento dei 30.000 volontari negli Usa per la fase 3. Rispetto al vaccino di Pfizer – BioNtech, quello di Moderna è molto più americano poiché la biotech ha sede nel Massachusetts e ha ricevuto 2,4 miliardi di dollari di finanziamento dal governo Usa. Inoltre mentre Pfizer dovrà trasportare le sue fiale a meno 80 gradi, il vaccino Moderna può essere conservato a una temperatura compresa tra i 2 e 8 gradi per 30 giorni : valori garantiti da un frigorifero domestico, senza necessità di essere conservato in freezer. Ha bisogno di una seconda dose quattro settimane dopo la prima (per Pfizer la distanza è di tre settimane). Il vaccino di Moderna non ha avuto effetti collaterali, al massimo qualche grado di febbre, un po’ di stanchezza e l’indolenzimento nel punto dell’iniezione. I vaccini di Pfizer e Moderna usano entrambi il metodo dell’Rna messaggero: nell’organismo viene iniettato un gene sintetico che entra nelle nostre cellule e ordina loro di produrre la spike, la punta della corona del coronavirus che stimola il nostro sistema immunitario.  

La distribuzione
I primi 20 milioni di dosi prodotte entro il 2020 saranno destinate al mercato americano. Nel 2021 sono attese altre dosi, comprese fra 500 milioni e un miliardo, per il mercato globale. Il prezzo del vaccino, 25 dollari secondo notizie di stampa, includerà probabilmente anche una quota di profitto. Le altre aziende finora hanno annunciato che lo venderanno a prezzo di costo, almeno fino a quando permarrà la dichiarazione di pandemia.

Al via l’iter di approvazione
Moderna ha annunciato che chiederà l’approvazione d’urgenza presso l’agenzia federale Food and Drug Administration. L’Ema – l’Agenzia europea del farmaco – ha comunque avviato l’analisi anticipata dei dati, la cosiddetta “rolling review”, che permette di anticipare i tempi dell’approvazione.

I dubbi sul vaccino
Se da una parte l’efficacia è valutata intorno al 94,5% delle persone testate, dall’altra fra i positivi sono stati inclusi solo i volontari che hanno ricevuto un tampone, non gli asintomatici. Questo – come per Pfizer e BioNTech – lascia aperta la domanda sul tipo di immunità offerta: se il vaccino impedisce di infettarsi e di contagiare gli altri o se i vaccinati non si ammalano in modo grave ma possono comunque trasmettere il virus ad altre persone.

Gli altri candidati vaccini
Entro il mese, o al massimo a dicembre, sono attesi anche i dati di altri due vaccini: l’AstraZeneca (dell’università di Oxford con l’italiana Irbm di Pomezia, primo in assoluto in Occidente a entrare nella fase 3) e il britannico Janssen, società farmaceutica che fa capo alla multinazionale della chimica Johnson&Johnson. Rispetto alla tabella di marcia, i dati arrivano un po’ in ritardo poiché il calo del coronavirus in estate ha rallentato le infezioni nei volontari.