“Le persone e le organizzazioni che diffondono odio o attaccano gli altri sulla base di chi sono non trovano posto su Facebook e Instagram” ha affermato all’ANSA un portavoce del social. Con questa motivazione, dal primo pomeriggio di lunedì 9 settembre, i profili ufficiali di decine di organizzazioni di estrema destra non sono più raggiungibili, così come quelli di numerosi responsabili nazionali, locali e provinciali, compresi quelli degli eletti in alcune città italiane. Casapound, Forza Nuova, Blocco Studentesco sono state oscurate sia su Facebook che su Instagram e non si tratterebbe di un blocco temporaneo, bensì della cancellazione definitiva degli account. Restano, invece, consultabili i profili su Twitter.

“Il principio che abbiamo utilizzato – ha spiegato una responsabile di Facebook Italia al web magazine TPI – non è stato solo quello delle violazioni delle nostre policy, che comunque ci sono state e che sono state puntualmente segnalate ai titolari dei profili e delle pagine, ma in generale il fatto che i principi che loro difendono e le azioni che loro svolgono anche all’esterno della piattaforma sono di odio organizzato e di attacco contro alcune categorie: parliamo di odio contro persone per la loro religione, per la loro razza, per la loro sessualità. Parliamo, insomma, di organizzazioni che hanno un’ideologia che è contraria a termini e condizioni di Facebook. È una scelta che non riguarda solo l’Italia ma anche altri paesi dove si sono presentati casi simili”.

In foto: la sede occupata da CasaPound in via Napoleone III a Roma

In questi anni, i social network hanno influito enormemente nella diffusione dell’odio sul web, in Italia e nel mondo, e tale decisione rischia di apparire tardiva, seppur necessaria. I dirigenti di Casapond denunciano via twitter “l’attacco alla democrazia” e si appellano al principio di libertà di espressione sancito dalla Costituzione, ma sono in tanti a far notare come siano gli stessi militanti neofascisti a disprezzare e calpestare i valori democratici, i diritti umani e civili riconosciuti dalla Carta a cui ora si appellano.

Dopo la parziale scomparsa dai social, per le organizzazioni neofasciste italiane sarà molto più difficile avere un futuro.