Gerusalemme capitale dello Stato di Israele? La mossa di Trump pare non piaccia (quasi) a nessuno. Eccezion fatta ovviamente per Benjamin Netanyahu. Nonostante le pressioni del leader israeliano, l’Unione Europea è “assolutamente unita” nel condannare la decisione degli Usa di spostare l’ambasciata americana da Tel Aviv alla Città Santa. È chiaro il messaggio lanciato dall’Alto rappresentante per la politica estera, Federica Mogherini, al temine di un incontro storico a Bruxelles con il premier israeliano. Per l’Ue, “l’unica soluzione realistica è basata su due Stati con Gerusalemme capitale di entrambi”. Lo status della città santa deve essere affrontato attraverso i negoziati tra Israele e i palestinesi e, fino ad allora, non sarà presa alcuna decisione formale. L’Unione Europea vuole “continuare a lavorare con il Quartetto” insieme a Usa, Russia e Nazioni Unite, ma vorrebbe anche “allargare questo formato a Giordania ed Egitto”, ha spiegato l’Alto rappresentante. Il gelo tra Israele e l’Ue fa seguito al difficile colloquio con Emmanuel Macron, domenica all’Eliseo. La mossa “è contraria al diritto internazionale” e “pericolosa per la pace”, aveva detto il presidente francese chiedendo il “congelamento delle colonie israeliane”.

Anche Russia e Turchia sono concordi sul fatto che la decisione degli Stati Uniti di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele sia destabilizzante per la situazione in Medioriente. Il presidente russo, Vladimir Putin, ha incontrato l’omologo turco, Recep Tayyip Erdogan, e il presidente egiziano al Sisi. “Noi consideriamo controproducente ogni mossa che possa ostacolare i negoziati fra gli israeliani e i palestinesi, la scelta di Trump è sbagliata e provocherà conflitti“.

SCONTRI NEI TERRITORI PALESTINESI: OLTRE 1.250 FERITI

Intanto proseguono nei Territori, a Gaza e a Gerusalemme gli scontri tra le forze israeliane e i palestinesi.  Il bilancio dei “3 giorni di collera” dichiarato mercoledì dalle fazioni palestinesi è finora di 4 morti e oltre 1.250 feriti. A tre razzi sparati da Gaza, Israele ha risposto sparando colpi di cannone e lanciando un’offensiva con raid aerei. Uno degli attacchi ha raggiunto una base di addestramento di Ezeddin al-Qassam, braccio armato di Hamas, presso il campo profughi di Jabalya. Scontri si sono invece verificati a Betlemme e in varie località della Cisgiordania. Venerdì a Gerusalemme migliaia di persone si sono accalcate sulla Spianata delle Moschee in un clima di tensione. Proteste e scontri sono avvenuti anche a Hebron, Qalqilya, Ramallah, Nablus e a Beit Khanun“Gli Usa non sono più qualificati per occuparsi del processo di pace” ha ribadito in serata il presidente palestinese Abu Mazen.

Foto: Hazem Bader – pri.org

LE PROTESTE NEL MONDO. LA CONDANNA DELL’ONU

Contro la decisione di Trump hanno protestato un po’ tutti i paesi musulmani come Tunisia, Egitto, Pakistan, Giordania, Turchia, Iran, Indonesia, Bangladesh e molti altri, con manifestazioni di piazza e durissime parole di condanna di premier e capi di stato. Ma la decisione americana ha suscitato reazioni di condanna anche presso le cancellerie occidentali. Il consiglio di sicurezza dell’Onu si è riunito d’urgenza per discutere la situazione. Per il segretario generale Onu, Antonio Guterres, Gerusalemme deve essere la capitale dei due Stati e “la mossa di Washington può compromettere definitivamente gli sforzi per la pace tra israeliani e palestinesi”. 

L’ambasciatore italiano Salvatore Cardi, rappresentante permanente al Palazzo di Vetro, ha espresso preoccupazione “per il rischio di disordini e tensioni nella regione. Come ha detto il segretario generale non c’è alternativa alla soluzione dei due Stati. l’Italia ribadisce il suo impegno a lavorare a tale scopo, contribuendo alla ripresa di un significativo processo di pace“.