“Abbiamo ridotto la capacità della Siria di usare armi chimiche”. È questa la prima dichiarazione Usa dopo il lancio di 59 missili omahawk, avvenuto alle 2.45 ora italiana,  contro la base siriana di Al Shayrat. Da qui, secondo l’intelligence americana, sarebbero partiti martedì  i jet di Bashar al Assad carichi di armi chimiche. Si tratta della prima azione di guerra di Donald Trump. Secondo la tv di Stato siriana, l’attacco missilistico degli Stati Uniti alla base aerea «ha provocato perdite». Non sono stati colpiti gli aerei o mezzi russi, schierati con il regime di Damasco. Prima di colpire, riferiscono fonti del Pentagono ai media Usa, è stata avvertita Mosca. “Non avevamo nessuna intenzione di colpire i loro aerei” ha detto un funzionario anonimo al New York Times.

Donald Trump, poco dopo il bombardamento, ha detto: “Questa sera ho ordinato un attacco mirato contro la base da cui è partito l’attacco chimico. E’ un interesse vitale degli Stati Uniti prevenire e fermare la diffusione e l’uso di armi chimiche mortali. La Siria – ha aggiunto – ha ignorato gli avvertimenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Non si possono discutere le responsabilità della Siria nell’uso delle armi chimiche”.

Le immagini dell’attacco chimico di Idlib di martedì
Attenzione: sconsigliamo la visione al pubblico più sensibile e ai minori di anni 18. Le immagini sono molto forti e raccontano il dramma dei civili colpiti nell’attacco chimico di Idlib. I morti sono stati 86, di cui 29 bambini e 30 donne. (Video: Bbc)

Le reazioni internazionali, l’ira di Mosca
“L’attacco potrebbe portare danni considerevoli alle relazioni tra Russia e Stati Uniti”, si legge nella nota del Cremlino. Il presidente russo Vladimir Putin, citato dal portavoce Dmitri Peskov ha detto: “L’attacco viola la legge internazionale. Washington ha compiuto un atto di aggressione contro uno Stato sovrano”. Mosca ha chiesto la convocazione straordinaria del Consiglio di sicurezza dell’Onu “per discutere la situazione”.
Per il presidente siriano Bashar al-Assad è un atto “folle” e “sciocco”. Anche l’Iran condanna “energicamente” i bombardamenti e ritiene che “rafforzino i gruppi terroristici”.

I favorevoli all’attacco
Putin, Assad e l’alleato iraniano sembrano essere sempre più isolati nello scacchiere internazionale. (Quasi) tutte le potenze occidentali – e non solo – si sono schierate al fianco dell’intervento americano. Si sono dichiarati favorevoli  il premier israeliano Netanyahu (“Messaggio Usa forte e chiaro, siamo con loro”) e la premier inglese Theresa May che parla di “risposta appropriata” all’attacco chimico lanciato dal regime siriano. “Pieno appoggio” all’attacco Usa arriva sia dall’Arabia Saudita che dal Giappone.
Hanno dichiarato di essere favorevoli anche Angela Merkel (“La responsabilità per questi sviluppi è del solo Assad”) e il presidente francese Francois Hollande che ha detto: “Il ripetuto utilizzo di armi chimiche e i suoi crimini contro la propria popolazione reclamavano un sanziomanento”. Stessa posizione di Turchia, Danimarca, SpagnaAnche l’Italia appoggia la scelta di Trump. Per il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni: “L’azione ordinata stanotte da Trump è una risposta motivata a un crimine di guerra”.

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