Un nutrito gruppo di ragazze e ragazzi porta avanti oramai da tre anni l’esperienza di Karadrà. Sono circa 14 i soci, sei i fondatori più i volontari: hanno salvato, insieme, il pomodoro d’inverno di Aradeo in Salento. Un progetto che nasce dalla tenacia e dall’ostinazione, unite a capacità, competenza e studio. Sono tutti giovani laureati, tornati al Sud, dopo esperienze di studio e lavoro nel nord Italia e all’estero.

Di Karadrà fanno parte Massimo, Enrica, Roberta, Piero, Giulia, Roberto, Vittorio, Tiziana, Lorenzo, già impegnati nell’Associazione di Promozione Sociale Arci Club Gallery.

Il pomodoro Ponderosa è stato selezionato nel corso dei secoli per resistere alla scarsità d’acqua del Salento e Karadrà coltiva in aridocoltura, fornendo in questo modo un servizio ambientale aggiuntivo non da poco.

Il terreno su cui gli agricoltori lavorano è il Fondo Cafazza, un’area verde attraversata da una rete di canali (tra cui l’Asso) che configura un ecosistema del tutto particolare. I ragazzi di Karadrà sperano che questo micro-mondo venga riconosciuto Sito di Importanza Comunitaria e venga protetto e tutelato.

I risultati sono evidenti: 15 tonnellate di pomodori lavorati a mano e ordinatamente raggruppati in 1700 ramasole, da cui sono stati ricavati i fondi per realizzare, fino ad oggi, un orto di 5000 metri, 400 alberi di ulivo, una coltivazione di leguminacee di 2000 metri. Il Pomodoro d’inverno d’Aradeo è il prodotto di spicco con 5000 piante. Una scommessa vinta, costruita dal basso grazie alla passione e alla competenza.