“E scrosciano le saracinesche dei garage di schianto, gioiosamente, se il buio ha resa serena la sera. E un brusio la vita”. Così Pier Paolo Pasolini descriveva “l’altra Roma”, quella delle periferie. Compresa quella del Pigneto che, da pasoliniana borgata, è divenuto nel tempo uno dei simboli della trasformazione della Capitale. Non è facile capire il Pigneto se non si è di Roma e al contrario, lo si comprende benissimo se si conosce bene la Capitale, che vive nei salotti di Piazza di Spagna, dei Parioli e di Roma Nord, ma non solo. Nel Pigneto convivono e a volte si scontrano tutte le anime di una metropoli: ci sono i ristoranti, i wine bar, le botteghe di artigiani della pelle e del cuoio, ci sono gli avventori dei locali che ogni sera animano l’isola pedonale fino a notte inoltrata, ci sono nazionalità ed etnie di ogni provenienza, e ci sono i residenti che hanno costituito un Comitato per cercare di riqualificare il quartiere e strapparlo al controllo del degrado e dello spaccio selvaggio di cui gli stessi romani sono affezionatissimi clienti.
Ma il fascino vero del Pigneto sta anche in questa commistione di genti, colori, sguardi. Il quartiere, centralissimo, è uno dei mille volti di Roma. La stessa Roma di Ponte Milvio o di Prati ma che, con il Pigneto non ha paura delle contaminazioni e che, anzi, cerca di partire proprio da questo contagio per rinascere.
È pronta da pochi mesi la nuova isola pedonale, cuore pulsante del quartiere: spazzato via l’asfalto, curata con aiuole ornamentali e vere e proprie onde di legno come panchine secondo un curato design urbanistico. Il Pigneto non molla e si rialza, insomma. Sull’isola resistono animate e rinnovate le verande dei vari locali e, a pochi metri, la fermata della nuova Metro C che ci ricorda che la rinascita continua ed il quartiere tenta di vivere un nuovo slancio.

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Il Pigneto e la street art

Non solo locali, “movida” e nuovi progetti urbanistici. Al Pigneto sono comparse, negli ultimi anni, numerose opere di street art. Come in molti altri quartieri di Roma anche qui potete trovare opere e creazioni di alcuni street artist italiani e internazionali.

In via Fanfulla da Lodi, ci sono gli omaggi di Maupal, Mr.Kleva e Omino71 a Pier Paolo Pasolini.
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In via del Pigneto, due murales  di Aloha.
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Il nuovo murale di 2501, Assonometria del cerchio.
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In via Prenestina c’era anche l’opera di Sam3, Troika, vergognosamente vandalizzato.
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GUIDA AL PIGNETO

DOVE BERE
– CARGO, via del Pigneto 20.
– MEZZO, via del Pigneto 19.
– MALAVITE, via del Pigneto 36.
– TUBA BAZAR, via del Pigneto 39 A.
– BIRRA PIU’, via del Pigneto 105.
– BOTTIGLIERIA, via del Pigneto 106 A.
– LA BODEGUITA, via del Pigneto 66.

DOVE MANGIARE
– PRIMO al PIGNETO, via del Pigneto 46.
– LA SANTERIA PIZZICHERIA BISTROT, via del Pigneto 211.
– NECCI, via Fanfulla da Lodi 68.
– OPULENTIA, via Ascoli 44.
– PIGNETO 41, via Pigneto 41.
– VITAMINAS 24, via Ascoli Picen0 40-42.
– VIVERI, via del Pigneto 91.
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DOVE DORMIRE
– EUROSTARS Roma Aeterna Hotel
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PIGNETO HAIRSTYLE
– CONTESTA  ROCKHAIR, via Ascoli Piceno 6.

PIGNETO DI NOTTE: DOVE FAR TARDI
– FANFULLA, via Fanfulla da Lodi 5 A.
– 30 FORMICHE, via del Mandrione 3.

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