Per gli esperti, è colpa dello “sbilanciamento” dell’anticiclone verso le Isole Britanniche. Arriva in Italia un’onda di aria fredda che porterà nelle prossime ore un anticipo d’inverno sulla Penisola, con temperature in calo anche di 7-10 gradi nel Nord-est e al Centro. Arriveranno forti venti, con rovesci e temporali al Centro-Sud e sulle isole, nevicate anche a quote molto basse sull’Appennino settentrionale. La situazione migliorerà da mercoledì.
Dopo un’estate caldissima, la perturbazione in arrivo dalla Groenlandia porterà valori diffusamente sotto le medie stagionali. La neve cadrà fino a quote di collina sull’Emilia Romagna, a tratti anche più in basso sui rilievi orientali della Regione. Probabili nevicate fino a 400-800 metri di altitudine anche tra Umbria, Toscana e Marche. Sul resto dell’Appennino la neve è prevista oltre i 1000-1500 metri.  Sarà l’inverno più freddo del secolo con un Natale con gelo e neve? Al momento è impossibile fornire un’esatta traiettoria della colata gelida e per molti meteorologi, la previsione fornita da alcuni portali, non risulta attendibile.

Sebbene la pioggia intensa abbia poco a che fare con il Global Change, il freddo e la neve in arrivo riporta al centro del dibattito pubblico il tema dei cambiamenti climatici. Le piogge, l’abbassamento della temperature sono una buona notizia in realtà per gli studiosi, visto il riscaldamento climatico in atto, prodotto dall’uomo con l’inquinamento che ha portato all’innalzamento dei livelli di gas serra, responsabile di fenomeni meteorologici estremi. È stato calcolato che dal 1900 a oggi questi fenomeni sono aumentati di 3,5 volte. Niente di preoccupante quindi se le temperature si abbassano e la pioggia bagna per giorni le nostre città. 

COME IL GLOBAL CHANGE INCIDE SUI DISASTRI NATURALI

Le piogge intense e il freddo dunque hanno ben poco a che fare con il Global Change. Le ondate di caldo e freddo rientrano nel naturale susseguirsi delle stagioni. Ma l’aumento delle temperature, a cui abbiamo assistito fino a pochi giorni fa, dovuto all’effetto serra, è in grado di causare terremoti, eruzioni vulcaniche e tsunami? La risposta di studiosi ed esperti è affermativa e preoccupa sempre più. Oggi, molto più che in passato,ci si interroga su quanto la mano dell’uomo influisca su ciò che accade in natura. Il riscaldamento globale provoca lo spostamento di grandi masse di ghiaccio che trasformate in acqua hanno un impatto potenzialmente devastante sulla crosta terrestre. Il legame con gli eventi geologici non è un evento così inverosimile per molti scienziati.

Il vulcanologo inglese Bill McGuire, docente di geofisica presso l’University College di Londra, spiega chiaramente come il cambiamento climatico possa scatenare gli eventi catastrofici. Nel suo più recente lavoro, “Waking The Giant: How A Changing Climate Triggers Earthquakes, Tsunamis And Volcanoes”, ci riporta alla fine dell’ultima era glaciale, tra 20.000 e 5.000 anni fa, quando la terra subì una profonda trasformazione climatica, con la scomparsa di grandi ghiacciai e l’avvento del clima temperato. La scomparsa di strati di ghiaccio che McGuire descrive come 20 volte più alti della ruota panoramica London Eye, fece sì che la crosta terrestre subisse un contraccolpo. Le prove geologiche testimoniano che si abbatterono violenti tsunami sull’attuale area a nord del Regno Unito. Così, le recenti eruzioni del vulcano Eyjafjallajokull hanno a che fare con il mutato equilibrio dei ghiacci in Islanda. Allo stesso modo si sta assistendo a un aumento significativo di frane nelle aree più montuose come le Alpi, le Montagne Rocciose, il Caucaso, conseguenza delle più intense ondate di calore e della crescente intensità delle piogge.

In foto: l’Uragano Irma che ha devastato parte della Florida.

LE POSIZIONI DEI VARI STATI SUL CLIMA

L’accordo di Parigi sul Clima è stato sottoscritto nel 2015 da 195 paesi. Oggi sono solo 3 gli stati che non ne fanno parte: Siria, Nicaragua e Stati Uniti. Donald Trump ha optato per la svolta americana uscendo dall’accordo tra le critiche di tutti i leader mondiali e i movimenti ambientalisti. L’accordo prevede di tagliare drasticamente il livello delle emissioni inquinanti. “Gli Stati Uniti cominceranno a negoziare un nuovo accordo sul clima” – ha detto Trump a giugno – “vogliamo un accordo che sia giusto. Se ci riusciremo benissimo, altrimenti pazienza”, ha aggiunto. Una posizione che rende in salita la strada sulla tutela dell’ambiente globale.


Di Lavinia Guerrieri
Classe 1983, è nata a Dresda, ma ha il cuore tra Salerno, dove ha vissuto fino a 22 anni, Berlino e Rotterdam dove spesso si rifugia con il compagno Carlo e il gatto Orfeo. Dopo la laurea in Economia e Commercio presso la Federico 2° di Napoli si è trasferita a Roma dove attualmente è giornalista freelance e fotografa.