A metà giugno si è incatenato vicino a Villa Pamphilj e alla fine è stato ascoltato dal premier Conte, chiedendogli una riforma della filiera agricola, un “piano nazionale emergenza lavoro” e una modifica delle politiche migratorie. Il sindacalista Aboubakar Soumahoro ha guidato domenica la protesta degli “invisibili”, in piazza san Giovanni a Roma. Per gli “Stati Popolari” c’erano i rider, i braccianti fino agli operai Whirlpool e ai dipendenti dell’ex Ilva, ma anche immigrati di seconda generazione, precari della scuola e di Alitalia.
“Questa non è una piazza di contrapposizione ma di proposizione – ha detto Soumahoro – una piazza che vuole mandare un messaggio di condivisione che vuole rispondere alle ingiustizie e alle disuguaglianze. E’ la piazza della generosità”.
Tra distanziamento e mascherine, cassette di frutta e verdura l’appello è alla politica affinché riconosca i diritti a chi porta il cibo sulle nostre tavole e non si è fermato neanche durante la quarantena. “Fight uberization”, “Mai più consegne senza diritti”, “Nessuno è invisibile”, “Pari diritti per tutti” sono alcuni degli slogan presenti sui cartelli. “Noi non siamo corpi da sfruttare” c’è chi dice dal palco della manifestazione dove si sono susseguiti interventi e storie di precari.

Foto: Aboubakar Soumahoro, via Facebook

A dare il proprio sostegno agli Stati Popolari anche Carola Rackete che in un video ha detto: “In questo momento la nave di salvataggio Ocean Viking è in mare. Negli ultimi giorni sono state inviate sette richieste alle autorità europee per essere assegnati a un porto di sicurezza. A bordo ci sono molti sopravvissuti fuggiti dalla guerra civile in Libia, ma queste persone sono invisibili per le autorità europee, sono invisibili come i lavoratori migranti che sono in Italia, che chiedono giusti salari e accesso alla previdenza sociale. Le disuguaglianze sociali – ha aggiunto – stanno crescendo in Europa. Quindi è ancora più importante che tutti si uniscano perché tutti sappiamo che l’ingiustizia in qualsiasi luogo è una minaccia alla giustizia ovunque”.