Martedì sera, durante una puntata di Porta a Porta su Raiuno, Bruno Vespa ha intervistato Lucia Panigalli, sopravvissuta a un tentativo di omicidio da parte dell’ex compagno nel 2010 e ora sotto scorta. L’uomo oggi è libero e vive a soli 4 chilometri dalla donna che ha cercato di uccidere.
Il tono a dir poco paternalistico e a tratti sarcastico del noto giornalista e alcune frasi hanno scatenato una vera e propria bufera mediatica sulla Rai. Pubblico, associazioni e utenti social hanno criticato le parole e i toni usati durante la trasmissione.

“Lei è fortunata, perché è sopravvissuta. Tante donne vengono uccise”, ha detto Bruno Vespa rivolgendosi a Lucia Panigalli. “Non una di meno”, dalla sua pagina facebook commenta: “Il tono dell”intervistatore tra risolini, negazioni, battutine è semplicemente intollerabile. Questo non è giornalismo, questa è spazzatura”.

“Era così follemente innamorato di lei da non volerla dividere se non con la morte” è un’altra delle frasi pronunciate da Bruno Vespa che hanno indignato e acceso le polemiche. I sorrisi sarcastici e paternalistici e l’intenzione non celata quasi di voler sminuire quanto accaduto hanno fatto poi il resto. Il conduttore di Porta a Porta, però, non aveva davanti a sé una bambina da rimproverare, ma una donna vittima di un tentato omicidio che vive nel terrore costante di essere uccisa.

Un momento dell’intervista a Porta a Porta

“Una vergogna per il Servizio Pubblico”, ha scritto la segretaria di Possibile Beatrice Brignone su Twitter ricevendo moltissime condivisioni. Il post su facebook del giornalista Lorenzo Tosa ha avuto in poche ore 21mila condivisioni. Si legge: “Se questo è il Servizio pubblico, se questo è un giornalista, se questa è un’intervista normale, allora cominciamo una volta per tutte ad avere il coraggio di dire in faccia alle donne: non denunciate. Perché non vi crederemo. Perché non è violenza, non è odio, non sono (tentati) femminicidi. È solo ‘troppo amore’. Benvenuti in Italia. E non c’è nulla da ridere”.

Bruno Vespa ha voluto replicare alle critiche dichiarandosi sorpreso e indignato, ma non è la prima volta che il suo programma scatena polemiche per i toni, il linguaggio e l’approccio sensazionalistico con cui racconta storie di cronaca nera.

Quel che resta della puntata di martedì sono parole che mai avremmo voluto sentire. Perché la violenza non è mai amore, né tanto meno è un amore estremo. La violenza è odio e in Italia decine di donne, ogni anno, continuano a morire o ad esser umiliate e vessate da mariti e compagni, spesso nel silenzio e nella paura di ritorsioni, giudizi pubblici e umiliazioni.

Di Mauro Orrico
Salentino di origine, romano di adozione, è laureato in Scienze Politiche (La Sapienza) con Master in Tutela Internazionale dei Diritti Umani. Ha lavorato per Rai3 e La7d. Da 12 anni è anche organizzatore di eventi di musica elettronica e cultura indipendente. Nel 2014 ha fondato FACE Magazine.it di cui è direttore editoriale..