Una grande mobilitazione di studenti e corpo universitario ha fermato lunedì 13 maggio il tentativo di Forza Nuova di impedire la lezione universitaria a Mimmo Lucano. Partito dall’interno de La Sapienza, il corteo ha occupato piazzale Aldo Moro, consentendo l’ingresso al sindaco di Riace.

La mobilitazione contro il movimento neofascista arriva a poche ore dal dibattito sulla presenza (poi negata) della casa editrice vicina a Casapound nel Salone di Torino, e dagli avvenimenti che la scorsa settimana hanno visto i neo-fascisti minacciare e aggredire, nel quartiere romano di Casal Bruciato, una famiglia rom a cui era stata legittimamente assegnata un’abitazione.


Al megafono, Alberto Campailla dell’associazione Nonna Roma ha detto: «molti di noi sono stati a Casal Bruciato, prima ancora a Torre Nuova e a Torre Maura per contrastare la speculazione dei gruppi neofascisti nelle nostre periferie. La solidarietà di questi giorni ci dice che il fascismo si può battere se le persone si mettono insieme».

Mimmo Lucano è arrivato a Piazzale Aldo Moro nel pomeriggio e ha accusato così Matteo Salvini: «il ministro degli Interni è colui che ha contribuito a creare in Italia questo clima di odio», ha poi proseguito, «io ho questo sogno, noi siamo l’onda rossa che contrasta l’onda nera che sta oscurando i nostri orizzonti».

Intanto la Procura di Roma ha iscritto 41 persone nel registro degli indagati, tra militanti di Casapound e Forza Nuova, per i disordini avvenuti lo scorso aprile nel quartiere di Torre Maura in relazione al trasferimento di alcune famiglie rom in una struttura della zona. Minacce, aggravate dall’odio razziale, invece, è il reato in riferimento all’uomo che ha dridato “ti stupro” alla donna assegnataria dell’appartamento a Casal Bruciato.

Mentre il mondo della cultura e dell’Università  si mobilità, ora la parola passa ai magistrati.