Palazzo Velabro vive una seconda giovinezza. Nell’area del Foro Boario è nato l’ultimo “atto di mecenatismo” della Fondazione Alda Fendi. Rhinoceros è un regalo prezioso per la città di Roma, un importante lavoro di riqualificazione, progettato dall’archistar Jean Nouvel. Il palazzo barocco di 4 piani è il nuovo hub creativo che ospiterà mostre, creazioni multimediali, action, interferenze artistiche: una “città dell’arte”, da vivere e abitare, nel cuore di Roma, in via di San Giovanni Decollato, nel Foro Boario.

“L’idea di battezzare così il palazzo” – afferma orgogliosa Alda Fendi – “ci è piaciuta moltissimo perché, in senso più ampio, questo vuol essere veramente un luogo attrattivo: di energie, di intrecci, di una ritrovata dimensione cosmopolita della cultura di Roma”.

Alda Fendi insieme al direttore artistico Raffaele Curi a Rhinoceros.

Inaugurato poche settimane fa alla presenza di 1600 ospiti, Palazzo Rhinoceros include spazi espositivi, due livelli dedicati alla ristorazione e 24 residenze di lusso, con terrazze panoramiche, dalle quali godere di eccezionali viste sulla città eterna – che in parte saranno in affitto e in parte gestite dalla Fondazione come residenze d’arte.

Tra gli appuntamenti previsti, una mostra – in corso – che riunisce 14 disegni autografi firmati da Michelangelo, mentre a dicembre arriverà la scultura, sempre di Michelangelo, L’adolescente, normalmente di stanza a San Pietroburgo. La Fondazione ha affidato la nuova illuminazione dell’Arco di Giano al premio Oscar Vittorio Storaro con la figlia Francesca, con l’installazione Virtus and Fortuna di Raffaele Cutri proiettata sul Palatino.

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L’intervento architettonico è stato curato da progettista francese Jean Nouvel, noto su scala globale per opere come l’Institute du Monde Arabe, la Fondation Cartier e il Musée du Quai Branly a Parigi, la torre Agbar a Barcellona, il Museo Nazionale Reina Sofia a Madrid, il Louvre Abu Dhabi negli Emirati Arabi. Nouvel racconta: “Sulle facciate, abbiamo conservato tutto ciò che poteva testimoniare il passaggio del tempo… per mettere meglio in evidenza le differenti stratificazioni, per permettere la scoperta di un palazzo che ha smesso di invecchiare ‑ e questo senza chirurgia estetica (tutte le sue rughe sono amate e conservate)… Questo principio rafforza il radicamento di queste costruzioni nella storia”.

Info
fondazionealdafendi-esperimenti.it

facebook.com/FondazioneAldaFendi

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