Le elezioni europee della prossima domenica 26 maggio le vincerà probabilmente lui: 12 mesi di propaganda quotidiana sulla pelle degli ultimi, dei migranti e dei più poveri non si cancellano in poche settimane.
Ma qualcosa sta cambiando.

Secondo l’ultimo sondaggio Ixè pubblicato sull’Huffington Post il gradimento del leader leghista è sceso di 3 punti. Per altri istituti demoscopici, la Lega avrebbe perso 6 punti in meno di 3 settimane.

L’altra Italia, antifascista e antirazzista, non sta più in silenzio e i risultati iniziano a vedersi.

Diverse ragazze e ragazzi hanno usato la strategia del “selfie con il Capitano” per contestarlo: due ragazze si sono baciate per protestare contro le sue posizioni omofobe, altri gli hanno chiesto del suo cambio di opinione sui meridionali o dei 49 milioni di euro che la Lega deve allo stato italiano.
Poi è arrivata la rivolta (pacifica) dei balconi: il lungo tour del ministro Salvini per la campagna elettorale (pagata a spese degli italiani) è stato salutato da un fiume di striscioni appesi dalle finestre da tanti comuni cittadini. La solerzia con cui i vigili del fuoco hanno imposto di ritirarne alcuni è stata un boomerang, mettendo in imbarazzo anche gli stessi vigili, certamente non stipendiati per reprimere il dissenso.

Foto tratta da Milano Today
Foto tratta da Milano Today

Oggi, la protesta contro Matteo Salvini dilaga, soprattutto al Sud. Quel Sud, umiliato per 25 anni con insulti di ogni genere dai leghisti, Salvini incluso. Ma in tanti non dimenticano, come abbiamo raccontato qui.

Poi c’è lei, la nemica di sempre: Laura Boldrini. L’ex presidente della Camera, la più bersagliata dalle propaganda leghista, da alcuni mesi vince ogni giorno la battaglia dei Like rovesciando gli attacchi del “Capitano” e puntando sull’assenteismo lavorativo del ministro dell’Interno – che detiene il record di assenze dal Viminale – con l’hashtag #maquandolavori. Una sconfitta sonora per la “Bestia” di Luca Morisi, il responsabile della costosissima propaganda social del ministro (anche questa pagata con i soldi degli italiani, come ha dimostrato questa inchiesta dell’Espresso – leggi qui).




La continua ricerca del capro espiatorio è una strategia che inizia a non funzionare più, complice forse l’economia che non riparte e i problemi di sempre: il lavoro, la precarietà, la povertà. Ci sono poi i numeri, davanti ai quali non c’è campagna di disinformazione che tenga: nella scorsa campagna elettorale Matteo Salvini parlava di 700mila migranti irregolari da rimpatriare, ma due settimane fa ha ammesso che sono appena 70mila e non c’è alcuna emergenza “invasione”. Se si considera il flop dei rimpatri (solo poche migliaia in 11 mesi), la truffa mediatica è servita.

In questi giorni Matteo Salvini è apparso molto nervoso perfino contro le forze dell’ordine che non avrebbero fatto abbastanza per isolare i contestatori ad un suo comizio.

La Piazza del Duomo di Milano semivuota è stata uno schiaffo per i sovranisti d’Europa. Salvini e colleghi si aspettavano oltre 100mila partecipanti, ma in piazza non erano più di 5 mila.

Lo scorso mese, la scrittrice Michela Murgia ha fornito su facebook la risposta più efficace agli insulti di Matteo Salvini contro i suoi oppositori. Dopo essere stata apostrofata “radical-chic”, l’autrice e volto noto della Tv ha pubblicato un lungo post (Leggi qui) che è stato condiviso 145 mila volte e ha ottenuto 275mila like e 35mila commenti. Murgia ha raccontato la sua vita confrontandola con quella del ministro e ha chiuso dicendo: «Io ho sempre lavorato, tu mai».

Di Mauro Orrico
Salentino di origine, romano di adozione, è laureato in Scienze Politiche (La Sapienza) con Master in Tutela Internazionale dei Diritti Umani. Ha lavorato per Rai3 e La7d. Da 12 anni è anche organizzatore di eventi di musica elettronica e cultura indipendente. Nel 2014 ha fondato FACE Magazine.it di cui è direttore editoriale..