Nessuna bandiera di partito, come era stato chiesto dal primo cittadino di Milano Beppe Sala, ideatore della marcia dei sindaci per Liliana Segre. Hanno risposto in oltre 600 e, insieme a migliaia di cittadini, martedì sera hanno sfilato nel centro di Milano per esprimere solidarietà alla senatrice, ex deportata nei campi di concentramento. Liliana Segre, negli ultimi mesi, è stata al centro di minacce e insulti da parte di haters e neofascisti. Attacchi vergognosi, a causa dei quali oggi la senatrice vive sotto scorta.

In corteo non c’erano solo sindaci di centro sinistra e del M5S, ma anche diversi esponenti del centro destra, come quelli che in queste settimane hanno negato la cittadinanza onoraria alla senatrice. Tutti insieme, uniti per dire che “L’odio non ha futuro”, come recitava lo slogan della marcia.

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Il corteo è partito da piazza Mercanti per concludersi a piazza Scala. In Galleria la gente ha cantato “Bella Ciao” e ha gridato “Liliana, Liliana”. I sindaci le hanno consegnato la fascia tricolore e la piazza ha cantato l’Inno d’Italia. Dal palco, l’unico intervento è stato quello della senatrice sotto scorta che ha detto: “C’è una grande musica in questa piazza, il tempio della musica oggi è all’aperto. Siamo qui per parlare di amore e non di odio. Lasciamo l’odio agli anonimi della tastiera. Basta odio, stasera non c’è indifferenza, ma c’è un’atmosfera di festa”.