Una folla oceanica, tra le 100mila e le 200mila persone. La Turchia laica è scesa in piazza per condannare il tentato golpe ma anche la svolta autoritaria del presidente Erdogan e la sua politica di totale e durissima repressione del dissenso. In piazza Taksim a Istanbul, la manifestazione organizzata dal principale partito di opposizione, il laico e socialdemocratico Chp, e dal suo leader Kemal Kilicdaroglu, è stata autorizzata anche dal governo, che ha inviato una delegazione. Hanno sfilato in tanti, muniti di poster e bandiere di Ataturk, il fondatore della patria e padre della Costituzione laica della Turchia. Hanno intonato slogan contro lo stato d’emergenza e le minacce di svolta autoritaria.

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Mentre la repressione continua e salgono a 13.165 gli arrestati, tra magistrati, militari e docenti, Amnesty International denuncia “prove credibili di torture, incluso lo stupro, nei centri di detenzione” e chiede ad Ankara di aprire agli osservatori internazionali caserme, centri sportivi e tribunali dove vengono tenuti i golpisti. Dopo aver chiuso 934 scuole e 15 università, la svolta autoritaria di Erdogan continua a suscitare preoccupazioni a livello internazionale. E nelle ultime ore è stato arrestato anche il nipote di Fetullah Gulen, l’imam che vive negli Stati Uniti e che Ankara accusa di essere l’organizzatore del fallito colpo di Stato.

slide-turchia-dentro-2000x742Immagine(Foto: fonte Twitter)