Il 2018 si è chiuso con un dato drammatico di cui molto poco si è parlato: gli infortuni sul lavoro sono stati 641mila, quelli mortali sono saliti del 10 per cento. E dal primo gennaio 2019 ad oggi, le morti bianche sono ben 145. Sono i dati elaborati dall’Osservatorio Statistico dei Consulenti del lavoro su base Inail, pubblicati in occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza nei luoghi del lavoro del 28 aprile voluta dall’Ilo, e dalla Festa del Lavoro del Primo Maggio.

Nell’ultimo biennio, il 2017-2018, il maggior numero di infortuni mortali di lavoratori si è registrato nella provincia di Crotone (6,3 ogni mille) e, a seguire, nelle province di Isernia (5,9‰) e Campobasso (4,7‰)”. Il Sud è dunque in testa e detiene anche un altro record negativo: quello dei tumori a Taranto, nonostante siano al Nord le 7 province con il più alto tasso tumorale.

MORTI BIANCHE: LE PROVINCE PIU’ COLPITE
Fonte: La Repubblica su open data INAIL
Numero dei decessi ogni mille incidenti denunciati. Fonte: La Repubblica su open data INAIL

Gli incidenti mortali registrati dall’Inail nel 2018 sono arrivati a 1.133 (786 in occasione di lavoro) e rispetto al 2017 si è visto un balzo del 10 per cento. Se al Nord si concentra la maggior parte delle denunce, la mappa si capovolge circa la gravità dei casi: il Molise guida la classifica delle regioni a più alto rischio di vita durante l’attività lavorativa (5,8‰), seguita dalla Calabria (3,9‰) e dalla Basilicata (3,7‰).

TUMORI: NORD MAGLIA NERA. IL RECORD DI TARANTO
Fonte: La Repubblica su open data INAIL
Tumori, le province con più decessi. Fonte: La Repubblica su open data INAIL

Le province con la maggiore incidenza dei tumori sul totale delle malattie professionali sono nove. Di queste ben 7 sono al Nord e il 70% dei casi è da addebitare all’amianto. Al primo posto è la provincia di Gorizia con il 22,5%, seguita dalle province di Torino (18,5%), Novara e Milano (18,4%).

La maglia nera per il numero assoluto di malattie cancerogene imputabili all’attività lavorativa spetta però a Taranto, la città dell’ex Ilva: qui i morti sono stati 164 nel solo 2018. Numeri drammatici  quasi mai al centro del dibattito politico, per un’emergenza reale che non cenna a diminuire.