“I libri sono tutto, i libri sono la vita”, diceva Inge Feltrinelli. È morta oggi a 87 anni. Fotoreporter e ultima regina dell’editoria, sognava di cambiare il mondo con i libri. Nella sua straordinaria vita fuori da ogni schema, c’è la storia del Novecento italiano ed europeo. Presidente della Casa editrice Giangiacomo Feltrinelli e icona della cultura del ‘900, Inge Schönthal era nata in Germania il 24 novembre 1930, era figlia di ebrei tedeschi. Amos Oz l’aveva definita “un vero vulcano di idee, curiosità, gentilezza”.

Ha ritratto personaggi come Greta Garbo, Kennedy, Hemingway, Pablo Picasso e Chagall, era sua una foto di Fidel Castro in pigiama. È stata amica personale di Doris Lessing, che ha fatto conoscere in Italia, di Gunther Grass, di Nadine Gordimer che la invitò quando vinse il Nobel nel 1991.

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Negli anni Sessanta, le spinte rivoluzionarie, la contestazione studentesca. L’incontro che ha cambiato la sua vita è stato quello con Giangiacomo Feltrinelli nel 1958, che sposò nel 1960. Dopo la morte del marito e le esperienze internazionali di giornalista e fotografa, ha guidato, fino alla sua morte, la casa editrice che la ricorda come “fonte quotidiana di ispirazione per le attività dell’intero Gruppo, Inge Feltrinelli è stata la guida più esigente e lo sguardo più innovativo, l’entusiasta promotrice di nuove attività come la diga più invalicabile a difesa dell’indipendenza e dell’autonomia della cultura”.

Inge Feltrinelli per Save the Book | L’intervista

La camera ardente sarà aperta venerdì 21 settembre dalle 10 alle 14 nella Sala Alessi di Palazzo Marino, sede del Comune di Milano.

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