I Millennials, definiti altrimenti Generazione Y, sono tutti i ragazzi nati tra gli anni 80 e i primi anni del 2000. Facendo un breve calcolo, quindi, gli Echo Boomers (un altro modo di definire questo gruppo) hanno attualmente tra i 18 e i 37 anni. Sono la prima generazione ad aver assistito alla nascita e allo sviluppo delle nuove tecnologie tanto da possedere una dote innata che gli permette di utilizzarla al meglio in maniera quasi naturale. La Generazione Y viene prima della Generazione Z, ossia quelli nati dopo i primi anni del 2000, e dopo la Generazione X, quella nel ventennio tra gli anni 60 e gli anni 80. In Italia, il rapporto COOP del 2016, ha tracciato dei Millennials un’analisi circoscritta al nostro Paese, curata da Albino Russo, responsabile dell’Ufficio Studi Ancc-Coop, con la collaborazione scientifica di REF – Ricerche e il supporto d’analisi di Nielsen e Coop Italia.

I MILLENNIALS IN ITALIA

Attaccati dal fotografo Oliviero Toscani e dall’ex ministro Elsa Fornero, i millennials sono stati definiti bamboccioni, pigri, incapaci di staccarsi dal nido familiare e choosy. Mentre in altre epoche storiche, i più giovani sono stati pionieri di cambiamenti, rivoluzioni e simbolo di futuro, i Millennials sono spesso additati come il contrario di tutto ciò che li ha preceduti. Ma non è proprio così. Si tratta di una generazione invisibile: non esistono per la demografia, dove si attesta una propensione alla genitorialità minima, e non esistono per il mercato del lavoro.
Il loro supposto disimpegno politico e soprattutto la “fuga” all’estero  sono interpretati come una forma di menefreghismo e non come il bisogno di dare libero sfogo alla propria creatività e ai loro obiettivi spesso difficili da raggiungere in un paese come l’Italia. Da noi, i Millennians sono circa 11 milioni: la maggior parte di loro vive al Nord (43%), il 19% nel Centro Italia e il 39% nel Sud e nelle Isole. Non esiste, secondo i dati, una differenza di genere: 50,4% gli uomini e 49,6% le donne. Circa il 38% di questa generazione rappresenta l’enorme tasso di disoccupazione giovanile nel nostro Paese.

VERDI ED EUROPEISTI. IDENTIKIT DEI MILLENNIALS ITALIANI

Secondo il Rapporto Coop 2016, i Millennials hanno ben chiara la loro piramide delle priorità, a differenza delle generazioni precedenti e future. Una gerarchia di bisogni e desideri legata al benessere individuale: al primo posto troviamo, infatti, la salute, quindi la propria felicità, l’ottimizzazione dei tempi per lasciare spazio al proprio tempo libero per sport e viaggi; mentre, l’arricchimento monetario legato all’avanzamento della carriera si trova solo in ultima posizione. Questa generazione è mossa da un forte sentimento “green”: un atteggiamento fortemente ambientalista che li porta a differenziare i rifiuti (ben il 63%), a ridurre al minimo il consumo di materiali altamente inquinanti (47%) e ad evitare lo spreco di energia elettrica ed acqua per uso domestico (46%). Un altro aspetto molto importante che è emerso dallo studio sulla Generazione Y è il loro essere molto europeisti. Questo, molto probabilmente, è dovuto all’impatto della globalizzazione, alla scolarizzazione che attraverso programmi ad hoc, come l’Erasmus, e alla loro apertura mentale hanno incentivato i Millennials ad interessarsi a nuove culture differenti dalla propria.

I MILLENNIALS E LA POLITICA

I Milliennials, in ambito politico, presentano altrettante caratteristiche molto interessanti e, talvolta, inaspettate. In generale i giovani tendono a dare il loro consenso ai nuovi partiti politici, coloro che non sono mai stati al potere. Per queste ragioni una grande maggioranza degli Echo Boomers ha deciso di porre la propria fiducia nel Movimento 5 Stelle, il partito fondato da Beppe Grillo, scelto da quasi il 38-40%. Una generazione che rimane comunque tra le più ambite da tutti i partiti politici: non ultima è la scelta di Matteo Renzi di eleggere venti Millennials come consiglieri ufficiali del Partito Democratico.

I MILLENNIALS E LA FEDE: LAICI E SEMPRE PIU’ ATEI

Il Dio dei Millennials non sta troppo bene, dicono le ultime inchieste sul rapporto tra le nuove generazioni e la fede. Nettamente laici su tutti i temi etici (dall’aborto ai diritti lgbt, dal fine vita alla bioetica), sono sempre di più i ragazzi che si dichiarano atei, agnostici o indifferenti, pur provenendo non da un background laico ma da un’educazione cattolica. In almeno il 30% di loro prevale un sostanziale disinteresse alla fede e alla preghiera. L’Italia tuttavia resta il paese dove «anche gli atei sono cattolici», si sposano in chiesa e preferiscono il funerale religioso. I ragazzi italiani non credenti sono 28% mentre cresce molto la percentuale di chi si dichiara agnostico. Numeri pur sempre lontani da paesi come Svezia, Germania, Olanda, Belgio e Francia dove i non credenti under 40 oscillano tra il 50% e il 65%.

IPERCONNESSI, SOCIAL E DIGITALI

Prendere in analisi i Millennials significa avere a che fare con un mondo altamente digitale e tecnologico. Questa generazione è la più connessa ad internet in assoluto: sono digitali, social e iperconnessi. Tornando al rapporto COOP del 2016, si connettono prevalentemente da mobile (il 93%), ma utilizzano molto anche il pc e il tablet. La loro fiducia verso i social network li porta a crederli fondamentali per lo sviluppo di una nuova classe politica in Italia. Secondo un recente studio, internet è fondamentale nella vita dei Millennials per tre motivi fondamentali: risolvere le esigenze quotidiane in tempi rapidissimi, tenersi aggiornati sui propri interessi e sulle proprie passioni (un vero e proprio intrattenimento) ed, infine, tenersi informati in tempo reale

Si tratta di un capitale umano non valorizzato: posseggono un bagaglio di smartness, di competenze digitali, di capacità di adattamento e tanta voglia di realizzarsi che non trova equivalenti nelle generazioni passate e che, con molte probabilità, non vengono riconosciute ed apprezzate dalla nostra società.

(Foto: Pixabay.com)