La Camera americana (a maggioranza democratica) ha approvato la risoluzione che limita i poteri di guerra del presidente Donald Trump, con 224 voti a favore e 194 contrari. Il provvedimento, annunciato dalla speaker della Camera Nancy Pelosi, impedisce qualsiasi azione contro l’Iran senza l’autorizzazione del Congresso. Si tratta comunque di un via libera simbolico poiché la misura non è vincolante ed è difficile che superi l’esame del Senato dove i repubblicani hanno la maggiornaza.  Alla Camera, otto democratici hanno votato contro e tre repubblicani hanno votato sì: Thomas Massie, Francis Rooney e Matt Gaets. I democratici hanno introdotto il provvedimento, dopo l’attacco di Trump che ha ucciso il Generale iraniano Qassem Soleimani, temendo un’escalation nella crisi tra Stati Uniti e Iran.

 Quello su cui puntano i Dem americani è il fatto che uccidere un alto rappresentante militare di un nazione equivale di fatto a un atto di guerra che, secondo la Costituzione, dovrebbe essere discusso anche con i rappresentanti dell’opposizione e la decisione dovrebbe essere bipartisan. Al contrario, nessuno, né Nancy Pelosi né il massimo rappresentante democratico al Senato Chuck Schumer, sono stato avvisati in anticipo dell’attacco contro Soleimani.

«Come membri del Congresso, la nostra prima responsabilità è quella di proteggere il popolo americano. Per questo motivo, siamo preoccupati che l’Amministrazione abbia intrapreso questa azione senza la consultazione del Congresso e senza il rispetto dei poteri di guerra del Congresso concessi dalla Costituzione» ha scritto la Pelosi. L’iniziativa sarà guidata dalla rappresentante del Michigan Elissa Slotkin, ex analista della CIA con specializzazione sulle milizie sciite.

Intanto, studenti e militanti pacifisti e democratici protestano nelle piazze: è l’altra America che non vuole l’ennesima guerra in Medioriente. Un conflitto che sta dividendo anche l’elettorato repubblicano. Una guerra tutta personale di Donald Trump che – accusano – tenta, così, di distrarre l’opinione pubblica dai suoi problemi in patria, impeachment in testa, in vista delle prossime elezioni presidenziali.