Ogni giorno in Italia 88 donne sono vittime di atti di violenza, una ogni 15 minuti. Più di 90 sono stati i femminicidi nel 2019, da gennaio ad oggi: 94 per la precisione. Sono storie tragicamente diverse, ma sono tutte donne uccise da mariti, ex e compagni.

Oggi si celebra la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Un momento importante per fare il punto su un dramma che non accenna a diminuire, ma al contrario è in aumento. Nonostante le norme ci siano, come la legge sul femminicidio o quella sul Codice Rosso, le donne continuano a morire. I dati per il 2019 sono parziali, ma quelli del 2018 ci dicono che le violenze contro le donne sono in crescita: sono state 142, lo scorso anno, le vittime di femminicidio (+0,7%), 119 in famiglia (+6,3%). Aumentano anche le denunce per violenza sessuale (+5,4%), stalking (+4,4%) e maltrattamenti in famiglia (+11,7%).

Le vittime di abusi e violenze sono per l’80 per cento italiane e, per il 74%, lo sono anche i loro carnefici. In costante crescita è anche il reato di stalking: nel 2018 sono state 14.871 le denunce, con un aumento del 4,4% tra il 2017 e il 2018 e del 19,5% rispetto al 2014.

In questi anni, sono stati fatti molti passi in avanti, si denunia sempre di più e il muro dell’omertà è sempre più debole. Si parla sempre meno di “omicidio passionale” o “delitto di gelosia”, ma in troppi (e troppe) ancora tendono a minimizzare o, peggio, a giustificare i carnefici come uomini che “amano troppo”, o in modo sbagliato. La violenza non è mai amore e questo è ciò che ogni donna deve capire, fin dall’inizio. Denunciare è fondamentale. Il numero verde è il 1522,  ma è anche possibile rivolgersi ai Centri Antiviolenza, presenti in quasi tutte le province, nonostante molti siano stati chiusi in questi anni.

Tanto è stato fatto, ma tanto ancora resta da fare.