Le donne hanno vinto. Così, dopo le numerose proteste di piazza, il Governo polacco ha scelto di fare marcia indietro e il Parlamento ha respinto le nuove norme che, se approvate, avrebbero di fatto imposto un divieto totale all’interruzione di gravidanza. “Le manifestanti ci hanno fatto riflettere, e ci hanno dato una lezione di umiltà”, ha detto Jaroslaw Gowin, ministro di Scienza e Pubblica istruzione. In Polonia il PiS, Prawo i Sprawiedlywosc (Diritto e Giustizia) è il partito nazionalconservatore che detiene la maggioranza assoluta. E’ una vittoria netta per il movimento di protesta femminile bipartisan di cui fanno parte anche donne seguaci del PiS.

1085833865-1bc9d8dd-0128-4dae-ae9b-af9e2e1808fa(Foto: Ansa – La Repubblica)

Restano in vigore le norme vigenti, comunque già molto restrittive: la legge polacca consente l’aborto infatti solo in caso di grave pericolo di salute per la donna incinta, di malformazioni gravi del feto, o se la gravidanza è risultato di stupro o incesto.