Il vaccino contro il Covid-19 sviluppato da AstraZeneca – finora, il più promettente – dovrebbe arrivare “sul mercato” nel prossimo novembre, con le prime 10 milioni di dosi. Almeno per le categorie più a rischio come i sanitari. Delle prime fiale prodotte, 2 milioni sono destinate all’Italia.

La fabbricazione è già stata avviata e ne dovrebbero arrivare attorno a 50 milioni in Europa entro la fine dell’anno. Gran parte delle fiale saranno confezionate ad Anagni. L’iter del vaccino noto come Oxford e sviluppato nei laboratori Irbm di Pomezia, è piuttosto chiaro, salvo imprevisti. Tra fine settembre e inizio ottobre, la conclusione delle sperimentazioni. Da fine ottobre, l’autorizzazione da parte dell’Ema, l’autorità europea del farmaco. E a novembre, la messa in commercio delle prime dosi. Sul vaccino AstraZeneca, la Commissione Europea ha firmato un contratto che consente ai Paesi membri di comprare 300 milioni di dosi con l’opzione di altre 100.

E se non dovesse funzionare? La Commissione, spiega un alto funzionario, sta tentando di “minimizzare il rischio di non comprare un vaccino efficace”. Per minimizzare questo rischio, si lavora su un “portafoglio” di candidati, anche se si negoziano contratti “solo con compagnie che sono in uno stadio avanzato”: AstraZeneca, Johnson & Johnson, Sanofi, CureVac, Moderna e Pfizer.

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea

Dopo la garanzia da 400 milioni di euro a sostegno della ricerca al partenariato Covax, la prossima settimana l’Esecutivo Ue e l’Oms dovrebbero lanciare una nuova mobilitazione di risorse a favore dell’acceleratore Act dell’Oms, nato per l’accesso equo al vaccino.

Lancet: «Quello russo funziona»
Intanto la rivista Lancet ha pubblicato i primi dati sul vaccino russo Sputnik: secondo quanto riportato dal gruppo di Denis Logunov, dell’Istituto nazionale di ricerca epidemiologica Gamaleya di Mosca, il vaccino avrebbe prodotto una risposta immunitaria in tutti i 76 volontari, adulti sani tra i 18 e 60 anni, coinvolti nelle fasi 1 e 2 della sperimentazione. I risultati, riferiti a due studi condotti tra il 18 giugno e 3 agosto, mostrano che il 100% dei partecipanti ha sviluppato anticorpi contro il virus SarsCov2, senza avere gravi effetti collaterali. La produzione al di fuori della Russia del vaccino potrà iniziare già a novembre. “Abbiamo accordi con l’India, il Brasile e molti altri Paesi”, ha detto il capo del Fondo russo per gli investimenti diretti (Rdif) Kirill Dmitriyev.

Oms: Vaccino a metà 2021
Frena sui tempi invece l’Oms. «Non ci aspettiamo di vedere una vaccinazione diffusa fino alla metà del prossimo anno», ha detto la portavoce dell’Oms, Margaret Harris, in un briefing alla stampa sul coronavirus a Ginevra, ripreso dal Guardian. «Questa fase 3 richiede più tempo perché dobbiamo vedere quanto il vaccino sia veramente protettivo e quanto sia sicuro», ha spiegato riferendosi agli studi clinici in corso.