Con una sentenza dell’11 ottobre scorso, la Corte Suprema indiana ha annullato una legge di 77 anni fa, stabilendo che il rapporto sessuale tra un uomo e una donna minore di 18 anni di età sarà considerato “stupro” senza eccezioni, anche nei casi di ragazze già sposate. La sentenza è rivoluzionaria e può costituire un deterrente per i matrimoni con bambine, pratica che in India è già vietata (con una legge del 2006), me che tuttora è ampiamente diffusa: secondo stime citate dalla Corte Suprema, vi sono 23 milioni di spose bambine nel paese, il che significa che un matrimonio su cinque viola la legge.

A poche ore dalle celebrazioni per la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, abbiamo analizzato la drammatica realtà che vivono le donne indiane. La Corte Suprema ha chiesto al governo centrale di adottare “misure proattive per vietare il matrimonio infantile”, ma il governo sembra avere una posizione diversa: affermando di “prendere atto della realtà socioeconomica indiana”, l’esecutivo richiede “un’eccezione per proteggere l’istituto del matrimonio”.

Secondo una recente indagine condotta dal National Health Survey, il 39,1% delle donne di età compresa tra 20 e 24 anni si è sposato prima dei 18 anni. Il fenomeno del matrimonio infantile varia da stato a stato. In alcune regioni del paese, il 37% delle ragazze tra i 10 e i 17 anni sono già sposate. In India, i genitori possono intimidire o perfino uccidere i figli che si sposano senza il loro consenso. Secondo molte testimonianze, la polizia invece di aiutare le giovani, le obbliga a tornare dalle famiglie di origine, spesso a rischio della loro stesa vita.

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In India i genitori combinano i matrimoni dei figli in base alla casta e alla religione. Da un’indagine condotta nel 2012, è emerso che meno del 5% delle donne si è sentita libera di scegliere il proprio coniuge.  Il libero consenso all’interno del matrimonio è un concetto con cui l’India si scontra da più di 150 anni. Come l’uguaglianza dei sessi, ancora un tabù in larga parte del paese.

In India le donne sono controllate anche da adulte. Perfino nelle università e nelle residenze per giovani, esistono regolamenti diversi per i ragazzi e per le ragazze. L’accesso è biblioteche è spesso vietato dopo le otto di sera, così come comunicare con il telefonino dopo le dieci. L’Università induista di Benares, una delle più antiche dell’India, ha sospeso di recente alcune universitarie che avevano messo in discussione alcune norme giudicate discriminatorie. Anche di questo si stanno occupando i tribunali. Gli esiti e le decisioni che prenderanno non sono così scontate.

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