La tensione tra le forze politiche al governo è sempre più alta. Da una parte c’è il fronte M5S – Pd- Leu e dall’altra Italia Viva di Matteo Renzi. L’ultimo scontro a distanza è andato in onda giovedì, nel corso della puntata di Porta a Porta. Renzi ha posto almeno tre condizioni per andare avanti: accordo sulla prescrizione (“o sfiduciamo Bonafede”, ha detto), elezione diretta del premier e abolizione del reddito di cittadinanza. L’assedio al governo è netto. Renzi ha anche lanciato l’ipotesi di un nuovo “patto come il Nazareno o un governo istituzionale”, per poi proporre al premier un incontro la prossima settimana.
Il presidente del consiglio Conte non ha commentato le parole di Renzi, ma lascia la porta aperta ad un “chiarimento”, mentre tutti gli altri alleati di governo non hanno usato mezzi termini. Per Vito Crimi (M5S) è stata “l’ennesima pagliacciata in tv da parte di chi ha paura e cerca costantemente la fuga”. Nicola Zingaretti (Pd): “Basta con questo chiacchiericcio incomprensibile”.

Le tensioni sono iniziate a salire dopo che Italia Viva ha disertato il Cdm che ha approvato la riforma della Giustizia. Ad oggi, di fatto nessuno esclude l’ipotesi elezioni anticipate e tutti concordano che la sfida con Renzi potrebbe terminare con la fine anticipata della Legislatura.

Le elezioni subito però nessuno le vuole: la maggioranza degli italiani è contraria al ritorno alle urne e la coalizione di governo, per ora, cerca di andare avanti. Anche a destra nessuno scalpita per tornare a votare: Matteo Salvini, da molte settimane, è in calo costante mentre cresce Giorgia Meloni e Forza Italia rischiare di ritrovarsi decimata e scomparire.

1. Lo scontro sulla prescrizione

Sulla prescrizione si sta giocando uno scontro politico che potrebbe portare alla fine del governo Conte 2. I renziani insistono sul lodo Annibali articolato in due punti: il primo è il rinvio di un anno della riforma Bonafede e il secondo è il ritorno in vita della legge Orlando. Ma le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno detto no. La posizione di Iv al momento non cambia.

Gli italiani, su questo punto, pare siano dalla parte del governo: bocciano la prescrizione e la posizione di Matteo Renzi, come fotografa il sondaggio del TgLa7 del 17 febbraio.

La prescrizione è tuttavia il pretesto di una crisi in cui la posta in gioco è ben altro.

2. Sostituire Conte?

Il vero scontro tra Renzi e Conte è sul nome del premier. Italia Viva vorrebbe sostituire Giuseppe Conte per ridimensionare il suo potere all’interno della coalizione di centro sinistra di cui Matteo Renzi spera di riacquisire la guida. Secondo i sondaggi, Giuseppe Conte continua ad essere il leader con il tasso di fiducia più alto e sfiora il 40%, nonostante il basso consenso che registra il governo. Matteo Renzi, invece, è il leader in cui gli italiani hanno meno fiducia, ultimo tra i segretari di tutti i partiti.

3. La visibilità di Renzi

Se oggi si votasse, Italia Viva potrebbe non superare il 3%, un dato disastroso che potrebbe tenere fuori i renziani dal prossimo parlamento. Se poco meno di due anni fa, Matteo Renzi si scagliava su twitter contro il potere di veto e i ricatti dei piccoli partiti, ora è lui a rappresentare un movimento alla ricerca quotidiana di visibilità, costi quel che costi. Sarà una strategia vincente? Per il momento no, stando ai sondaggi, e i renziani continuano a perdere consensi.

4. Le 400 nomine in arrivo

Il potere dei partiti e gli equilibri politici si misurano anche in vista delle oltre 400 nomine in arrivo in primavera. La posta in gioco è alta: Eni, Enel, Leonardo e Poste, su tutto. Il ministro Gualtieri assicura: “Massimo rigore, competenza, merito e niente politica: saranno questi i criteri per la scelta dei vertici delle grandi aziende pubbliche“. Ci riuscirà?

5. Sostituire Renzi

Nessuno lo dice chiaramente, ma l’auspicio di tutti è sostituire Matteo Renzi e porre fine così ai ricatti quotidiani dell’ex premier. La sostituzione potrebbe avvenire grazie ai parlamentari “responsabili“, new entry che possano assicurare continuità all’esecutivo. Si cerca tra gli stessi renziani, ma anche nel Gruppo Misto, tra i moderati di Forza Italia come Mara Carfagna. La ministra renziana Teresa Bellanova se la prende con “il mercato dei parlamentari”, ma per ora gli unici movimenti ufficiali si registrano in Italia Viva: ieri i renziani hanno festeggiato due nuovi acquisti, l’ex direttore de l’Espresso Tommaso Cerno al Senato e l’ex deputata Leu Michela Rostan.