I risultati confermano le proiezioni delle elezioni regionali in Umbria. La regione, da oltre 50 anni roccaforte rossa, svolta a destra e sceglie Donatella Tesei, senatrice della Lega sostenuta anche da Fratelli d’Italia e Forza Italia, che supera il 57,5 per cento. Lo sfidante civico scelto da Zingaretti e Di Maio, l’imprenditore di Norcia Vincenzo Bianconi, arranca al 37,5 per cento.  Il risultato umbro è  una sconfitta netta per la coalizione al governo composta da Pd, M5S e dalle altre forze della sinistra.

Quanto ai dati delle singole liste, la Lega ha ottenuto il 37% dei voti (aveva il 14% nelle precedenti regionali), Fratelli d’Italia il 10,4% (era al 6,2) e Forza Italia il 5,5% (era all’8,5). Nella coalizione Bianconi, il Pd si è attestato al 22,3% (35,8 nella precedente consultazione) e il M5s al 7,4% (era al 14.6). Le liste della sinistra, quella civica e quella verde, si sono fermate all’1,5%. Tra gli altri candidati, il civico Claudio Ricci ha ottenuto il 2,6%. Intorno all’1%, gli altri due candidati – entrambi comunisti – Rossano Rubicondi ed Emiliano Camuzzi.

Gli umbri sono stati chiamati al voto anticipato dopo le dimissioni della governatrice democratica Catiuscia Marini, travolta da un’inchiesta sulla sanità regionale. L’affluenza si è assestata al 64,7 per cento, quasi dieci punti più del 2015.

In foto: il premier Giuseppe Conte

Matteo Salvini ha parlato di “impresa storica” e Georgia Meloni ha già chiesto le dimissioni del governo Conte. Luigi di Maio ha dichiarato che “l’esperimento non ha funzionato, questa esperienza testimonia che potremo davvero rappresentare la terza via solo guardando oltre i due poli contrapposti”. Ammette la sconfitta netta anche il leader dem Nicola Zingaretti: “Rifletteremo molto su questo voto e le scelte da fare”, ha dichiarato. Il premier Giuseppe Conte è deciso ad andare avanti e cita Modugno: “Io in discussione? Ho il sole, il cielo, il mare”. Le ripercussioni, tuttavia, potrebbero esserci soprattutto nei 5 Stelle, con le fronde interne pronte a chiudere l’esperienza con il centro sinistra.

Ora gli scenari sono tutti aperti. A breve si voterà in Calabria e, cruciale per il centrosinistra, sarà l’Emilia-Romagna.