Non ha ancora compiuto 40 anni, ma il suo curriculum vanta già una ricca carriera politica. Ha fatto parte della famiglia socialista ma non dispiace all’elettorato di centro destra. Emmanuel Macron è l’ottavo presidente della repubblica francese. Nel ballottaggio che si è svolto ieri, il candidato di En Marche ha ottenuto il 65% dei voti, battendo l’estrema destra di Marine Le Pen ferma al 34%. Una sconfitta netta per il Front National e una vittoria schiacciante per il candidato ex socialista, super favorito in tutti i sondaggi della vigilia. A 39 anni, Macron è il più giovane presidente francese. “Oggi inizia una nuova era di speranza e fiducia per la Francia”, ha detto.

Emmanuel Macron. (foto: facebook.com/EmmanuelMacron)

Giovane, carismatico, pianista e oratore di talento, Emmanuel Macron è stato definito il “Mozart dell’Eliseo”. “Tutti quelli che sono qui ci sono da anni, sono i rappresentanti della vecchia politica. Io ho creato un movimento nuovo, che vuole rinnovare il Paese”, ha detto durante il primo dibattito televisivo. Uno dei suoi slogan è ni droite, ni gauche (né destra, né sinistra). Insomma, anche Oltralpe soffia il vento della rottamazione. Nato ad Amiens, in Piccardia, nel 1977 da genitori medici, primo di tre fratelli, Emmanuel Macron è colto, ambizioso e spregiudicato. Amante della letteratura e del teatro. Ha frequentato banche, ha lavorato per i Rothschild, è stato Segretario Generale all’Economia e poi ministro dell’economia nel governo socialista di Hollande, carica da cui si è dimesso lo scorso 30 agosto. En Marche! è il partito da lui fondato, definito dagli analisti politici un movimento (più che un vero e proprio partito) “liberale di centrosinistra”, “centrista” e “moderato”. La sua prima proposta di legge sulle liberalizzazioni aveva suscitato proteste e perplessità, fuori e dentro il governo. La riforma, poi ammorbidita, avrebbe dovuto mettere fine alla settimana lavorativa di 35 ore in Francia. In quei giorni Le Figaro ha scritto che «la sua timidezza ha tradito ogni pretesa di riforma».

Lo scorso novembre Macron ha pubblicato un libro che si intitola Révolution. Il testo indica la sua linea politica senza entrare nei dettagli delle riforme che vorrebbe proporre e sostenere. Macron il progressista, dicono i conservatori. Macron il conservatore, dicono i progressisti. Uomo dell’establishment, sostengono i detrattori. L’unico, in questo momento, in grado di salvare l’Europa, secondo i suoi supporter e molti analisti politici. Liberista in economia, laico e progressista sui temi sociali, ha evitato di prendere posizioni nette sui temi caldi come l’immigrazione, il terrorismo, l’islam, i diritti civili. A trent’anni ha sposato la sua professoressa di teatro, nonostante i ventiquattro anni di differenza, dopo essersene innamorato negli anni della scuola ed averla conquistata poi qualche anno dopo. Riuscirà Emmanuel Macron a sedurre e conquistare anche la Francia?