È stata un’edizione record con ascolti superiori perfino rispetto al festival di Carlo Conti, uno dei più visti degli ultimi anni. Sanremo 2018, targato Claudio Baglioni e vinto dalla coppia Moro – Ermal Meta, ha diviso critica e utenti, come ogni edizione che si rispetti. Se Gramellini sul Corriere ha parlato di Baglionismo al potere, con cantanti che cantano, presentatori che presentano e fiorelli che fiorellano, noi abbiamo provato a stilare un elenco di momenti da salvare ed altri da bocciare di questo Sanremo 2018.

IL MEGLIO DI SANREMO 2018

Pierfrancesco Favino, con le lacrime agli occhi, ha recitato «La notte poco prima della foresta» di Bernard-Maria Koltès, nella serata di chiusura di sabato. Il momento più emozionante del festival. (Clicca qui per vedere il video)

Virginia Raffaele si conferma una professionista del palcoscenico e si candida alla conduzione dell’edizione 2019 del festival.

Gino Paoli ha reso omaggio a Umberto Bindi e Fabrizio de André. Emozione, finalmente.

La poesia di Enzo Avitabile ha portato Scampia e gli invisibili sul palco di Sanremo. Con Peppe Servillo ha cantato “Il coraggio di ogni giorno”, forse una delle migliori del festival. Raffinata e avvolgente, evidentemente troppo per Sanremo.

Fiorello ha divertito e svegliato dal sonno della prima puntata. Battute a raffica sul presidente turco Erdogan «che sta venendo a Sanremo perché ha saputo che ci sono 1300 giornalisti liberi» e su Di Maio «toy boy di Orietta Berti».

Standing ovation per Claudio Baglioni e Gianna Nannini dopo il duetto sulle note di ‘Amore bello’ e un ballo lento, abbracciati. La cantautrice toscana ha incantato la quarta puntata del festival.

Franca Leosini, la signora della Tv amatissima dal popolo dei social, è stata una piacevole conferma. Una bella sorpresa sul palco dell’Ariston.

La classe di Ornella Vanoni. Un bel pezzo e una grande voce. Con due maestri come Pacifico e Bungaro.

IL PEGGIO DI SANREMO 2018

La noia. Piacerà pure agli italiani, ma il ritorno alla tradizione buonista del festival che deve piacere a tutti ha annoiato tanto. Baglioni è un’icona nazional popolare ma 4 ore per serata sono davvero troppe.

La retorica. Nei testi. Nei monologhi. Nelle gag. Perché non cambiare registro?

Matteo Salvini in sala, con la compagna Elisa Isoardi. Dal sangue di Macerata alle canzonette, che duro lavoro la campagna elettorale. Ma soprattutto: Anche qui?

La voce dello Stato Sociale. Dopo tanti anni, Sanremo scopre la scena indie e lo fa, forse, nel modo peggiore. Piacciono alle nuove generazioni ma anche a buona parte della critica. Ma il tanto emulato Rino Gaetano è ben altra cosa. La voce del cantante, poi, è inascoltabile. Nessuno si aspetta il bel canto dai “cantautori”, ma una campana non può essere più intonata di chi si è candidato, quasi riuscendoci, a vincere il festival.

Elio e le Storie Tese. Stroncata da tutti i critici, bocciata dal pubblico, “Arrivedorci” è davvero brutta. Didascalica e inutile, l’ha definita il Corriere. Concordiamo.

Schiamazzi retorici, testi da scuola media in troppe canzoni. Sognando “una vita migliore” (Lo Stato Sociale), ricordando “che non esiste bomba pacifista” o commuovendo con “il sorriso di un bambino” (Moro – Ermal Meta). Tutto, abbondantemente, già sentito.

Le delusioni. Nina Zilli, Giovanni Caccamo, Max Gazzè. Ci piacciono tanto, ma dal loro Sanremo ci aspettavamo molto di più.

Favino è inciampato su Conchita Wurst. La sua battuta (“Abbiamo visto di peggio” mentre scorrevano le immagini dell’artista all’Eurofestival”) è stata fuori luogo. Massacrata sui social. Chi la fa, la aspetti. Per fortuna ha compensato con l’ottimo monologo dell’ultima serata.

Il Volo. Sono stati i “super ospiti” della prima puntata del festival. E non è una barzelletta. Oltre il trash. 

Mario Biondi. Una canzone fuori contesto per una voce come la sua. Che spreco.

Facchnetti – Fogli e Red Canzian. Era proprio necessario?


Di Marta Foresi
Napoli nel cuore e Milano nella mente. E Roma, la grande madre che l’ha adottata a 24 anni, dopo una laurea in Sociologia alla Sapienza e un Master in Scrittura Creativa e Mediazioni Culturali a Dublino. Oggi è giornalista freelance e pittrice. Ama i cervi, il Giappone e le onde gravitazionali.