Era il 1962 quando è iniziata la costruzione della prima Vela a Scampia, quartiere periferico a nord di Napoli. L’intero insediamento era stato pensato per ospitare 45mila persone. Ne arrivarono invece 60mila prima del 1980, e con il terremoto del 23 novembre 1980 la popolazione superò i 100mila abitanti. Col tempo, le Vele sono diventate il simbolo dell’incuria e del degrado, dove la camorra ha imposto la sua presenza trasformando il quartiere in una delle più grandi piazze di spaccio della droga. Il cinema e la Tv le hanno rese celebri con Gomorra ed altri film. Ma ora, il quartiere è pronto alla svolta che aspetta da tanti anni.

Alle ore 11.17 di oggi è ufficialmente iniziata la demolizione della prima delle ultime quattro Vele di Scampia. La Vela Verde è la quarta delle sette progettate dall’architetto italiano Francesco Di Salvo. Le prime tre Vele sono state abbattute tra il 1993 e il 2005, con quintali di esplosivo. La settima, la Vela Celeste, con i suoi 247 appartamenti, rimarrà in piedi per ospitare gli uffici della Città Metropolitana e, momentaneamente, anche alcuni abitanti della Verde, fino a quando non saranno pronti i nuovi alloggi (molti inquilini sono già stati trasferiti nelle nuove abitazioni).

La Vela Verde di Scampia

Nessuna esplosione spettacolare, niente polveroni, ma una lenta e inesorabile demolizione con una ruspa in grado di arrivare fino a 52 metri di altezza. La macchina ha cominciato a lavorare sotto lo sguardo del sindaco Luigi de Magistris, che ha voluto fortemente il progetto “Restart Scampia”, finanziato con circa 107 milioni di euro tra fondi nazionali e risorse del Patto per Napoli. Il Comune di Napoli non ha voluto «riparare» o «riqualificare», ma ha deciso di «azzerare tutto e ricominciare» con un nuovo assetto urbanistico. Il progetto è stato elaborato e condiviso con gli abitanti del quartiere: la nuova Scampia sarà costruita anche dagli stessi residenti, grazie a una clausola sociale che prevede l’impiego di persone del posto. Il progetto Restart Scampia impegnerà anche le facoltà di Architettura e Ingegneria dell’Università Federico II di Napoli.