“Ho dedicato il mio argento anche a Diletta: non ho mai fatto coming out, ma non mi sono neanche mai preoccupata dei pregiudizi. Io vivo la mia vita con naturalezza. Dite che ci vuole coraggio? Non lo so, so solo che mi è venuto naturale pensare alla mia Diletta. E non ai pregiudizi della gente“.
Rachele Bruni è l’atleta fiorentina che ha vinto la medaglia d’argento nel nuoto in acque libere alle Olimpiadi di Rio ed è una dei 50 atleti che hanno dichiarato la propria omosessualità o bisessualità. Erano 23 nella precedente edizione dei Giochi. A fare i conti è il sito specializzato Outsports. Segno dei tempi che cambiano? Jim Buzinski, uno degli autori della ricerca, sostiene che la crescita sia dovuta alla esposizione mediatica del tema negli ultimi anni, e – ovviamente – non all’aumento della tendenza in sé. Così i cambiamenti sociali e culturali si misurano anche grazie alla scadenza olimpica. I 50 atleti lgbt provengono quasi tutti da Europa, Canada e Stati Uniti, con l’eccezione dei sei brasiliani, due dal Sudafrica e due da India e Tonga.

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(In foto: Rachele Bruni con la compagna) 

Quelle che si sono chiuse domenica sono state le Olimpiadi più rainbow della storia in un paese, il Brasile, che già dal 2013 riconosce il matrimonio egualitario. Tanti infatti sono stati i momenti in cui atleti e partecipanti hanno affrontato il tema dell’amore lgbt.
Pochi giorni prima del coming out di Rachele Bruni, ha fatto il giro del mondo la dichiarazione di matrimonio tra due brasiliane, una volontaria e la giocatrice di rugby Isadora Cerullo. Si sposeranno dopo i Giochi. Due giovani tedofori si sono scambiati, poi, un bacio durante il rituale passaggio della fiamma olimpica, che è entrata nello stadio poco dopo. I due ragazzi hanno regalato il primo bacio gay durante la staffetta olimpica.

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Non ci sono stati invece atleti transessuali, sebbene a guidare la bicicletta che ha aperto la sfilata dei brasiliani alla cerimonia di apertura fosse Lea T, nota modella che ha intrapreso il percorso che l’ha portata, nel 2011, alla riattribuzione chirurgica del sesso e al cambio di nome. Lea T. è la figlia del calciatore della Roma Toninho Cerezo, ed è stata la prima transessuale a sfilare durante un’Olimpiade. La modella è famosa in Italia per aver partecipato nel 2013 a Ballando con le Stelle.

Ma ci sono stati anche molti altri momenti rainbow. Come il il bronzo di Tom Daley, l’oro nel Judo per la brasiliana Rafaela Silva o Tom Bosworth, il marciatore britannico che ha ricevuto una proposta di matrimonio dal compagno sulla spiaggia di Copacabana.

Foto di copertina: Rachele Bruni | www.rio2016.coni.it