Le affermazioni di Paolo Berdini, assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, sono l’ultimo tassello dell’ormai celeberrima vicenda Raggi che sta agitando le sorti della Capitale e le cronache nazionali. Ma cosa è successo in queste ultime ore che ha scosso ancor di più le già tormentate vicende romane e che ha scatenato l’attenzione di tutti i media italiani?

Non è stata un’intervista. E questo va chiarito da subito. Ma nient’altro che un audio carpito con l’inganno – stando a quello che ha dichiarato l’assessore Berdini – durante una informale chiacchierata con un giornalista de La Stampa che ha colto al volo l’occasione per dare in pasto ai media italici l’ennesimo scoop. Un’esclusiva, dicono. Che vi fosse o meno l’inganno o che nelle intenzioni dell’assessore ci fosse o meno la volontà di informare il giornalista della eventuale relazione tra i due, poco cambia. Perché ciò che indigna molti è la pubblicazione – e l’enfasi mediatica che ne è derivata – di un pettegolezzo non provato, per di più espresso da una persona che non ha voluto neanche assumersi la paternità di quelle parole.

Cosa abbia detto Berdini sulla “sua” sindaca Virginia Raggi è ormai noto a tutti.
Il giudizio dell’assessore, ascoltando il video, pare sia senza appello: “Su certe scelte sembra inadeguata al ruolo che ricopre. I grand commis dello Stato, che devo frequentare per dovere, lo vedono che è impreparata”. Questo avrebbe detto Berdini, poi smentito – in parte – dallo stesso assessore.

Ma ciò che inquieta, ascoltando l’audio, arriva poco dopo. «Sono proprio sprovveduti. Questi secondo me erano amanti. L’ho sospettato fin dai primi giorni, ma mi chiedevo: “com’è che c’è questo rapporto?”». E già, perché è quel “secondo me” che ci dice tutto. E il tutto è niente. Il tutto è il pettegolezzo, fondato sul nulla. E l’accusa, tutta maschilista, che dietro ci sia sempre qualcosa di torbido, morboso, erotico. Quel nulla però è stato venduto come uno scoop, un’esclusiva, rilanciata in prima pagina da ogni media, ogni rivista, ogni social.
Sia chiaro: gli eventuali reati sul caso Marra e Romeo li valuterà la Magistratura e non La Stampa o altre testate. E questa non è una difesa dell’operato dell’amministazione Raggi. Ma una timida riflessione su un’altra brutta pagina del giornalismo italiano che infanga sulla base dell’insinuazione, del “si dice” e del “secondo me”. Senza approfondire, senza verificare. Il dubbio è amaro ed è nostro come di tanti lettori ed elettori: è davvero, ormai, tutto lecito pur di vendere e per qualche like in più?

Ndr: Dopo la bufera mediatica, nella serata di ieri, l’assessore Berdini si è dimesso scusandosi con la sindaca Virginia Raggi e dichiarandosi mortificato. In un comunicato stampa ha dichiarato: “Ci stanno massacrando, un vero e proprio linciaggio mediatico che si sta scatenando proprio nel momento in cui l’amministrazione comunale prende importanti decisioni che cambiano il modo di governare questa città (Stadio della Roma in primis, ndr)”.
La sindaca Virginia Raggi ha rifiutato le dimissioni con riserva.