Non è un buon inizio d’anno per l’Australia. Le fiamme da settimane stanno devastando il paese e il primo ministro dello stato australiano del New South Wales ha dichiarato una settimana di stato di emergenza. I danni sono stimati in 43 milioni di dollari. Si tratta del peggior disastro causato, negli ultimi 40 anni, dagli incendi.

I morti totali dall’inizio della stagione degli incendi sono stati 18, e soltanto questa settimana ci sono stati già 17 dispersi. Oltre 1.000 case sono state distrutte ed è un disastro per la flora e la fauna: da settembre ad oggi, sono morti circa mezzo miliardo tra mammiferi, uccelli e rettili. Il 30% dei koala è morto negli incendi e migliaia di canguri sono in fuga.

Nei giorni scorsi in tutti gli stati del paese le temperature hanno superato i 40°C, dopo che a metà dicembre era stato registrato il giorno più caldo della storia dell’Australia. Ma quali sono le cause e perché l’Australia continua a bruciare?

Secondo gli scienziati, pochi posti nel mondo sono esposti ai cambiamenti climatici come l’Australia e da tempo gli esperti avvertono che gli incendi diventeranno sempre più frequenti con l’aumento delle temperature nel paese. Il governo australiano, guidato dai conservatori dal 2013, in queste ore è al centro delle polemiche per non aver saputo dare una risposta chiara sul cambiamento climatico, anche a causa del tradizionale legame del paese con l’industria mineraria e del carbone.

I climatologi da tempo hanno lanciato l’allarme: le variazioni di temperatura tra la parte orientale e quella occidentale dell’oceano Indiano hanno portato meno pioggia, spingendo in altre direzioni i venti che portano normalmente l’umidità dall’oceano verso il continente. Studi come il 2018 State of the Climate dicono che c’è stato un aumento della lunghezza della stagione degli incendi e della sua intensità dovuto al riscaldamento globale. La scienza dunque non ha dubbi e con voce unanime chiede ai governi del mondo nuove politiche sul riscaldamento globale.

I ghiacciai della Nuova Zelanda

Intanto, il fumo e la polvere d’Australia hanno annerito i ghiacciai della Nuova Zelanda che in queste ore appaiono marroni. L’effetto domino è devastante ben oltre i confini australiani.