È l’ultima frontiera del lavoro invisibile 2.0. Nel mondo dei rider senza diritti, però, finalmente qualcosa si muove. La maggioranza di governo ha trovato l’intesa e la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo l’ha ufficializzata con una nota. L’accordo prenderà la forma di un emendamento al decreto sulle crisi d’Impresa in conversione al Senato. “Abbiamo, proprio ieri sera, trovato un’intesa di maggioranza sul provvedimento che disciplina il lavoro e la protezione dei rider”, ha spiegato il presidente dei senatori di Italia Viva, Davide Faraone, relatore al provvedimento.

“In sintesi, imprese e sindacati hanno 12 mesi di tempo per accordarsi su garanzie economiche e le altre tutele, come malattia, infortuni e previdenza. Se non trovano l’intesa, allora scatterebbe il lavoro subordinato“, ha dettagliato. Quindi, “l’obiettivo è spingere le parti ad accordarsi“, su quella che sarebbe un nuovo format “diverso dal co.co.co, una tipologia distinta, ma che allo stesso tempo preserva l’impostazione di lavoro autonomo”.

Entrando nel merito dell’accordo, la ministra Catalfo ha specificato: “L’emendamento prevede per i ciclofattorini impiegati in maniera continuativa le tutele del lavoro subordinato mentre per coloro che lavorano in maniera occasionale un pacchetto minimo di diritti inderogabili (divieto di cottimo, paga minima oraria collegata ai Ccnl, salute e sicurezza, tutele previdenziali) a cui può affiancarsi una regolamentazione specifica tramite la stipula di contratti collettivi”.

Si seguirà dunque la logica del doppio binario: per i ciclofattorini impiegati in maniera continuativa sono previste le tutele del lavoro subordinato mentre per coloro che lavorano in maniera occasionale e discontinua c’è un pacchetto minimo di diritti inderogabili.

Le reazioni

Le nuove misure suscitano reazioni differenti tra i rider. Per Riders Union Bologna, “è certamente un passo avanti rispetto al vecchio Dl e apprezziamo la volontà del ministro Catalfo di riprendere in mano un dossier che sembrava chiuso. Resta da capire, e su questo siamo ben più scettici di prima, se poi il pacchetto di misure sarà efficace e se davvero sarà in grado di estendere diritti e tutele. Il timore è che la maglia larga sui lavoratori occasionali sia una via alla quale le aziende possano ricorrere per evitare di fatto i rapporti continuativi”.

A contestare le nuove misure è invece un gruppo di oltre 800 rider. Il portavoce Nicolò Montesi parla di “crescente preoccupazione” e di esser “passati dalla padella alla brace. L’emendamento è insensato e pericoloso, perchè obbliga le piattaforme a trovare un accordo coi sindacati tradizionali, ma i rider iscritti ai sindacati si contano sulle dita di una mano e il motivo è semplice”.