La line up del Concertone del Primo Maggio di Piazza San Giovanni a Roma è lunga come ogni anno. Sono 77 gli artisti invitati sul palco, nella lunga maratona condotta da Ambra Angiolini e Lodo Guenzi. Ma il dato che salta agli occhi è un altro: l’assenza (o quasi) delle donne, mai così poche come quest’anno. Sono solo quattro o poche di più (su 77) e nessuna di queste è una voce solita, ma solo musiciste di secondo piano di band, tutte guidate da voci maschili.

Alle tante polemiche, gli organizzatori hanno risposto postando su facebook una foto che ritrae un gruppo di donne dello staff tecnico e organizzativo per dimostrare che il Primo Maggio è un festival a “trazione femminile”. Il tentativo di giustificarsi ha però peggiorato la situazione mettendo in evidenza come le donne, anche in certi ambiti, siano le benvenute purché relegate alle retrovie, al dietro le quinte.

Non è una questione di quote rosa, ma è una figuraccia, un clamoroso autogol per i sindacati conferderali e per l’organizzazione di un concerto che forse è solo troppo stanco e datato, incapace di evolvere e adattarsi al tempo che passa. Un’immagine triste che stride ancor di più se confrontata con altri festival, come il Primavera Sound di Barcellona, dove quest’anno la percentuale delle donne sul palco sarà pari a quella dei colleghi maschi.

Valeria Fedeli, Anna Ascani, Silvia Costa e altre 21 donne hanno firmato una lettera aperta a Cgil, Cisl e Uil: “È una scelta intollerabile e ingiustificabile. Come irricevibili sono le motivazioni avanzate dagli organizzatori della kermesse”, hanno scritto.

In risposta allo spettacolo di Piazza San Giovanni, è nato il “contro Primo maggio” delle donne: si chiamerà “May così tante“. Da Angela Baraldi a Nathalie, da Diana Tejera a Mimosa Campironi, Maria Pia De Vito e Mara Redeghieri, 25 cantautrici si esibiranno sul palco dell’Angelo Mai, storico spazio di controcultura musicale capitolino (qui, tutte le info).

“Sembra un evento organizzato nell’emirato del Qatar”, dichiara a Repubblica, scherzando, un cantante “benedetto” dalla selezione del Concertone. Intanto gli organizzatori lanciano gli hashtag #unpassoavanti e #lamusicaattuale: ma ci sembrano piuttosto ridicoli, per una figuraccia che si poteva evitare.