La Puglia può dirsi apparentemente una terra come tutte le altre, che si racconta con i suoi verdi territori e il suo forte profumo d’olio. Ma la Puglia nasconde dentro di sé anche storie di inestimabile valore. Oggi questa terra deve fare i conti con un’agricoltura sempre in lotta con lo sviluppo disarmante delle industrie e dell’inquinamento territoriale. Così ha cercato di risollevarsi e lo ha fatto attraverso il cinema. Sono infatti più di 100 i film prodotti in Puglia negli ultimi due anni, più di 350 dal 2010, tra grandi capolavori cinematografici e film per la televisione. Pensiamo alla fiction di successo “Braccialetti Rossi”, che sfrutta gli spazi di un polo universitario mai messo in moto, il Ciasu (Centro Alti Studi Universitari) di Fasano, ottima idea degli esperti scenografi che lavorano dietro le quinte (14 di loro su 15 sono pugliesi), o ai grandi film del cinema internazionale, come “Mine Vaganti” di Ozpetek (2010), o il recentissimo “Io che amo solo te” (2015) di Marco Ponti, film tratto dall’omonimo romanzo di Luca Bianchini.

braccialetti-rossi-13sul set di Io sto con la sposa - foto Apulia Film Commission(sul set di “Braccialetti rossi” e “Io sto con la sposa” – foto Apulia Film Commission)

Opere che riescono ad integrare nella loro fitta trama profumi, sensazioni ed immagini di una Puglia forte e rassicurante, ben lontana dalla crisi che in realtà la colpisce da anni. Una crisi che sembra però non colpire il cinema, o il “sistema cinema”, come dichiarato dal direttore dell’Apulia Film Commission Daniele Basilio. Basandoci sui dati forniti dal direttore, sono circa 43 milioni di euro gli indotti dei film girati in Puglia, circa 100 milioni di euro negli ultimi dieci anni. Basilio ha inoltre dichiarato che la Regione Puglia sembra tenere a cuore il settore cinematografico, stanziando rimborsi che vanno dal 25% per i fornitori pugliesi al 50% sul personale pugliese. Bisogna dunque partire dall’idea di cinema come testimonianza, piuttosto del cinema come mezzo.

10636142_783840491662508_1452240265553258219_nLaura MOrante a Monopoli (Laura Morante a Monopoli – foto Apulia Film Commission)

Dal 2007, da quando cioè la Regione si è dotata di una Film Commission, quasi ogni angolo di terra pugliese è stato immortalato e raccontato dai cineasti italiani e stranieri. Solo nel 2011, i 5 milioni di euro investiti dalla Regione in questo settore ne hanno fruttati 31,5. E l’ultimo anno è stato particolarmente ricco. Qualche esempio? Nonno Libero torna ad esempio al suo trullo pugliese: alcune scene della decima serie della fiction “Un medico in famiglia” sono state girate tra Monopoli, Cisternino e Locorotondo. Presto nelle sale vedremo “La guerra dei cafoni”, lungometraggio tratto dall’omonimo romanzo di Carlo D’Amicis (edito da Minimum Fax produzione) dei registi Davide Barletti e Lorenzo Conte, girato tra Lecce e Brindisi.
La Puglia è un grosso quadro fatto di mille colori, dal verde più chiaro a quello più scuro. Ma sta al cinema raccontarlo attraverso i suoi personaggi e le sue storie, rendendo questo territorio scenario di grandi narrazioni, presenti, passate, e future.

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