L’area archeologica di Palmira è uno tesori più preziosi e amati nel mondo. La città siriana a 240 km a nordest di Damasco è finita di nuovo nelle mani dei terroristi dell’Isis nel dicembre del 2016, nove mesi dopo che le truppe governative siriane ne avevano ripreso il controllo col sostegno dei jet russi.

Il ministero della Difesa russo ha pubblicato un filmato girato da un drone che mostrerebbe i nuovi danni. I terroristi dell’Isis avrebbero distrutto il tetrapilo a sedici colonne del 270 d.C. e fatto saltare in aria le strutture del proscenio del teatro romano. Ed ora si teme il peggio poiché per il ministero, le truppe dell’Isis starebbero portando dell’esplosivo nella zona archeologica «per arrecare il massimo danno possibile alle strutture architettoniche rimaste prima di andare via». Il sospetto – affermano – è dovuto al «rapido aumento dei movimenti di camion vicino all’antica città durante l’avanzata di successo delle truppe siriane verso Palmira».

Le truppe di Damasco verso Palmira
Con l’appoggio dei jet russi le truppe siriane hanno ripreso da pochi giorni l’avanzata per la riconquista di Palmira. Nelle ultime 24 ore l’esercito siriano avrebbe ripreso il controllo di un’area di 26,2 chilometri quadrati. Secondo il capo del dipartimento generale operativo dello Stato maggiore russo, generale Serghiei Rudskoi dai primi di febbraio «è stata liberata un’area di 783 chilometri quadrati, l’avanzata ha raggiunto i 25 chilometri in direzione Est» e «gran parte della strada per Palmira è stata percorsa».