Era stato pensato come una comune di ispirazione socialista per poi diventare il più leggendario hotel di New York. Artisti estremi, all’avanguardia, “maledetti” sono stati di casa qui, per anni. Il Chelsea Hotel è stato anche teatro di incontri e creazione, fonte di ispirazione. Da un incontro in ascensore Leonard Cohen ci scrisse pure una canzone. Ci sono passati tutti dal civico 222 West 23rd Street, tra la Settima e l’Ottava Avenue. Da Sid Vicious dei Sex Pistols, l’icona punk per eccellenza, a Madonna e Basquiat, Bob Dylan e Patti Smith, Andy Warhol, Jack Kerouac, Janis Joplin, Jimi Hendrix.

È stato il simbolo di un’epoca, tra irriverenza, arte e ribellione. Il Chelsea Hotel ha chiuso nell’agosto del 2011. Ed ora finalmente riapre, in vesti nuove.

A quel mito e a quel mondo di pura avanguardia è dedicata a Roma la mostra “Kaleidoshisokaos. Fotografie dal Chelsea Hotel”, negli spazi di Contemporary Cluster a Palazzo Cavallerini Lazzaroni – con gli scatti di Gerald Bruneau, realizzati tra gli anni ’70 e ’80 (info qui).

Foto: Gerald Bruneau, Chelsea Hotel, 1987, New York.
Foto: Gerald Bruneau, Chelsea Hotel, 1987, New York.