Dopo l’aggressione alla troupe di Nemo, Roberto Spada è stato arrestato. La Procura ha emesso un decreto di fermo con l’accusa di violenza privata aggravata dal metodo mafioso, come previsto dall’articolo 7 della legge 203 del 1991. Per i pm, Spada dimostra alcune modalità del controllo del territorio tipiche della criminalità organizzata di stampo mafioso. Contestata anche l’aggravante per futili motiviE’ l’ultima novità del caso, da martedì, al centro delle cronache. Daniele Piervincenzi, inviato del programma di Rai2 Nemo, è stato colpito al volto con una violenta testata da Spada, titolare di una palestra e fratello del boss Carmine, condannato a 10 anni di carcere. Piervincenzi lo stava intervistando sul suo supporto al candidato di Casapound Luca Marsella, alle elezioni per il Municipio di Ostia (decima circoscrizione del Comune di Roma). Il giornalista ha riportato la frattura del setto nasale ed è stato sottoposto a un intervento d’urgenza, con una prognosi di 20 giorni. Durante l’aggressione, Spada ha utilizzato anche un bastone con cui ha colpito anche l’operatore della troupe. Dopo la pubblicazione del video e il clamore mediatico che ha generato, sul profilo Facebook di Spada, molti amici e sostenitori lo hanno difeso apertamente.

Ecco il video dell’aggressione 
Attenzione:
le immagini sono molto forti e potrebbero urtare la vostra sensibilità: sconsigliamo la visione ad un pubblico sensibile.

Questa mattina decine di giornalisti si sono radunati per un sit in davanti alla palestra di Spada per rivendicare il diritto di raccontare la verità senza subire violenza. Per i pm: “Spada comanda e dà ordini al suo clan” e, in vista del ballottaggio di domenica 19 novembre, è stato convocato un comitato di sicurezza.

Quella degli Spada, insieme ai Fasciani, è una delle famiglie criminali più influenti di Ostia. Il supporto a Casapound ha contribuito a far balzare, domenica scorsa (qui tutti i risultati), il movimento di estrema destra al 9%, anche se solo il 36% degli aventi diritto si è recato alle urne.

L’indignazione (quasi) unanime che è seguita alla violentissima aggressione – con l’eccezione dei soliti neo fascisti e leoni da tastiera – però non basta.  Il fermo di Roberto Spada è la dimostrazione che in Italia non esistono zone franche”, è stato il commento del ministro dell’Interno Marco Minniti, che ringrazia la Procura della Repubblica di Roma e l’Arma dei carabinieri.

 

Il tema, tuttavia, non è solo la violenza di alcuni personaggi specifici e delle loro famiglie. Ma tutto il mondo dell’Italia nera che si muove dietro e al fianco di questi uomini. Un’inchiesta de L’Espresso ha raccontato come società off-shore ed altre attività commerciali spesso poco trasparenti finanzino i movimenti di estrema destra che crescono nelle periferie anche comprando il consenso. Casapound, ad esempio, ad Ostia ha “offerto” buste della spesa alle famiglie in difficoltà, pochi giorni prima del voto. E poi ci sono le inchieste sulla violenza, le minacce e le aggressioni ad antifascisti, omosessuali, migranti. Chi finanzia dunque i neo fascisti? E quali sono i rapporti con le mafie? Ma soprattutto, perché la politica non condanna con voce unanime questa gente? La candidata al Municipio X Giuliana di Pillo ha espressamente detto, con la sindaca Virginia Raggi, di non volere i voti delle mafie e dell’estrema destra. E sabato alle 15.30 saranno in piazza ad Ostia per manifestare contro tutte le mafie. Di Pillo andrà al ballottaggio domenica 19 novembre con la candidata di Fratelli d’Italia Monica Picca che invece, in più occasione, ha strizzato l’occhio all’ultra destra.  

Sull’eventuale sentenza di condanna di Roberto Spada decideranno i magistrati. Ma un segnale di sicurezza e di presenza dello Stato, in un municipio sciolto due anni fa per mafia, è il minimo da dare. Ai giornalisti che svolgono il loro lavoro e ai 230 mila abitanti di Ostia e Acilia, che rischiano di diventare la periferia nera di Roma.


Di Lavinia Guerrieri
Classe 1983, è nata a Dresda, ma ha il cuore tra Salerno, dove ha vissuto fino a 22 anni, Berlino e Rotterdam dove spesso si rifugia con il compagno Carlo e il gatto Orfeo. Dopo la laurea in Economia e Commercio presso la Federico 2° di Napoli si è trasferita a Roma dove attualmente è giornalista freelance e fotografa.