Dai migranti alla politica estera, dalla linea economica su flat tax e lavoro a quella etica e sociale, il colore del governo Conte pare ormai essere solo uno, quello verde. L’esecutivo giallo-verde, nato sulla base del contratto tra il M5S e la Lega, è finito prima del nascere, o almeno così sembra. Matteo Salvini, nelle ultime settimane, ha letteralmente divorato Luigi di Maio e Giuseppe Conte è premier solo nominalmente.

Lo scontro con la Francia sul tema migranti, la retorica dei porti chiusi con gli inevitabili malumori nell’area più a sinistra dei 5 stelle, Fico in testa, sono solo gli ultimi capitoli della svolta a destra in atto nel governo e nella scena politica italiana. Poche settimane fa, il ministro della Famiglia e disabili Fontana dichiarava che le famiglie arcobaleno non esistono, in barba al mezzo milione che ha sfilato nella Capitale e ai tanti cortei che hanno attraversato l’Italia per l’Onda Pride.

Il risultato per il M5S per ora è un mezzo disastro. Le ultime elezioni amministrative sono andate piuttosto male con la sconfitta nei due municipi romani chiamati al voto dopo la caduta delle precedenti amministrazioni a maggioranza 5 Stelle. Il Movimento non è neanche arrivato al ballottaggio: una batosta per la sindaca Virginia Raggi che, con i consiglieri, lavora su un rimpasto in giunta. Il centrodestra a guida leghista ha conquistato ex città rosse della Toscana e il Pd ha tenuto Brescia, recuperando consensi. Ma il caso che più preoccupa i 5Stelle è la sua roccaforte, Roma.

Luigi di Maio.

Poi ci sono i sondaggi. Secondo le ultime rilevazioni, la Lega sfiorerebbe il 30% superando di 2 punti il M5S che crollerebbe dal 32,7% del 5 marzo al 28% di oggi, con un crollo verticale in molte aree del sud.

La svolta a destra, l’accordo con Matteo Salvini e le mosse di Luigi di Maio per la nascita del governo sarebbero al centro di uno scontro interno, con le prime defezioni di consiglieri e militanti che stanno lasciando il Movimento. Come quella della consigliera bolognese Dora Palumbo che ha detto: «Il contratto con la Lega è un’alleanza con la casta». E poi ci sono le stelle del Movimento che hanno gettato la spugna negli ultimi giorni, come l’attore Ivano Marescotti e Jacopo Fo. Ma soprattutto c’è quel popolo, orfano di una sinistra in crisi, che il 5 marzo ha portato i 5Stelle al (quasi) trionfo e che oggi deve affrontare l’accordo indigesto con la Lega di Matteo Salvini. Per il Movimento, è l’inizio della fine?




Di Marta Foresi
Napoli nel cuore e Milano nella mente. E Roma, la grande madre che l’ha adottata a 24 anni, dopo una laurea in Sociologia alla Sapienza e un Master in Scrittura Creativa e Mediazioni Culturali a Dublino. Oggi è giornalista freelance e pittrice. Ama i cervi, il Giappone e le onde gravitazionali.