Le proteste degli animalisti in passerella, nei prossimi anni, saranno un ricordo sempre più lontano. Perché sono ormai tante le maison che hanno deciso di abbandonare le pellicce e il pellame. A poche settimane dalla chiusura della fashion week milanese, ritorna alla ribalta il dibattito sulla moda Animal Free. A riaprire il tema è stato il recente scandalo che in Inghilterra ha coinvolto alcuni produttori di abbigliamento: grazie a studi di laboratorio, i dettagli di pelo segnalati come finti si sono rivelati essere di coniglio.
Un fatto è certo: la pelliccia è sempre più un tabù. Cambiano, così, i comportamenti d’acquisto e le aspettative e le sensibilità delle nuove generazioni. Con le scelte delle grandi maison cambia anche l’idea di lusso.
Le ultime firme sono state Chanel e Victoria Beckham: i due marchi dell’alta moda non utilizzeranno più pellami esotici di coccodrilli, serpenti, lucertole e galuchat.

Versace

A Londra, i due principali fornitori di pelle di struzzo si stanno unendo per evitare il fallimento. Dai 240mila struzzi uccisi nel 2000, oggi si è scesi a 100mila, ha rivelato un dirigente di Mosstrich. La tendenza Animal Free non riguarda, tuttavia, solo l’alta moda. Asos, retailer del fast fashion, ha dichiarato che da fine gennaio 2019 non sono più in vendita pellicce, pelli esotiche, piume, seta e cashmere. L’azienda – spiega – è in continua ricerca di materiali alternativi a quelli di origine animale e specifica che l’unica presenza di pellami deriva dall’industria alimentare. Come Asos, le maison investono in innovazione e inventano brevetti affinché i prodotti sintetici siano sempre più validi.

Gucci: Stop alle pellicce dalla PE 2018.

Il futuro della moda è dunque nelle bioplastiche e nei materiali tech? Evelyn Mora, fondatrice della Helsinki Fashion Week, dal 2019 non porterà più in passerella alcun materiale di origine animale.
Stella Mc Carthney è stata la prima a slegare il concetto di lusso dai materiali tradizionali, lavorando con startup innovative per difendere i 50milioni di animali uccisi ogni anno per la moda, dei quali tanti in via di estinzione. Lo scorso aprile 2018 Donatella Versace ha dichiarato al settimanale The Economist: “Pelliccia? Basta. Non voglio più uccidere animali per fare moda. Non mi sembra giusto”. E nel 2018 anche Jean PaulGaultier ha deciso di rinunciare a pelle e pelliccia. Così come hanno fatto Gucci, Armani, Hugo Boss, John Galliano, Vans, The North Face, Timberland, Wrangler, Lee e Napapijri.

Animal Free Fashion è nato per rispondere alla crescente domanda di una moda che non sfrutta gli animali e pubblica sul suo sito la lista dei marchi che hanno sottoscritto l’impegno a non utilizzare alcune o tutte le materie prime di origine animale. Una buona guida per vestire e acquistare in modo etico e sostenibile.